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23/09/2020 - IL GIORNALE DI VICENZA
Aim-Agsm, ultimo atto Tre settimane per l' ok

IL FUTURO DELLE PARTECIPATE. La giunta ha licenziato la delibera che definisce l' aggregazione
Entro il 15 ottobre la discussione in sala Bernarda per arrivare alla fusione prima del prossimo anno Confermato il concambio al 38,8 e 61,2 per cento
Tecnicamente è una "proposta" di delibera, ma nella sostanza è quanto di più vicino alla definitiva fusione tra Aim e Agsm. Che ormai si prospetta imminente. Entro il 15 ottobre, infatti, il progetto di aggregazione tra le due multiutility deve essere approvato dal consiglio comunale. In questo modo si potrà arrivare al primo gennaio con la prospettiva di far nascere con piena operatività il nuovo gruppo. La delibera in cui è dettagliata l' operazione, e che andrà al vaglio del parlamentino cittadino, è stata licenziato nel primo pomeriggio di ieri in una giunta lampo, e monotematica, durata una decina di minuti. Un passaggio necessario per far sì che il documento possa essere inviato al presidente della seconda commissione consiliare, che dovrà analizzarne i contenuti prima dell' approdo conclusivo in sala Bernarda.Una volta approvato il provvedimento, il sindaco Francesco Rucco darà così il via libera all' operazione che potrà essere formalizzata entro la fine dell' anno e che vede, per l' appunto, il matrimonio a due tra la holding di San Biagio e quella scaligera, escludendo dunque per ora il coinvolgimento di un terzo partner industriale, al quale si potranno comunque aprire in futuro le porte. Quella che sembra ormai destinata a nascere, salvo sgambetti politici, è una nuova società con capitale sociale di 95,5 milioni, amministrata da un consiglio di amministrazione composto da sei membri. La società, da statuto, avrà durata fino alla fine del 2100, salvo proroghe o scioglimenti anticipati. La sede sarà a Verona, ma il nuovo gruppo sarà formato a sua volta da sei società partecipate, tre delle quelli a Verona e tre a Vicenza. Una spartizione che dovrebbe essere decisa sulla base dell' Ebitda e del know-how nei rispettivi campi considerati. Per Vicenza si parla di ambiente (quindi il ciclo dei rifiuti), reti (quindi distribuzione) e smart city (quindi innovazione e tecnologie).Per quanto riguarda i contenuti della proposta di delibera licenziata ieri «seguono gli accordi e i vari passaggi che si sono susseguiti tra le parti politiche dopo le analisi del progetto di fusione proposto da parte degli advisor incaricati», precisa una nota di palazzo Trissino. Nello studio realizzato sono stati evidenziati quelli che dovrebbero essere i benefici della fusione, «che vanno - si legge ancora - dal perseguimento di sinergie di efficienza e di efficacia allo sfruttamento di economie di scala, dalla realizzazione di piani di investimento congiunti alla costituzione di un portafoglio impiantistico incentrato sulle energie rinnovabili». «Ma ulteriori benefici sono previsti anche sulle reti elettriche e gas e sulla vendita, sul teleriscaldamento e cogenerazione, sull' ambiente e nel settore degli innovativi, smart city e altri servizi».Nel documento della giunta, tra i servizi che dovrebbero ricadere sotto la gestione diretta o indiretta della nuova società si citano anche funzioni come il servizio idrico integrato, la manutenzione delle strade e la sosta, che tuttavia per quanto riguarda il comune di Vicenza non rientrerebbero nelle competenze da trattare nell' ambito della fusione. Per quanto riguarda il valore definitivo del concambio tra Aim e la scaligera Agsm è pari rispettivamente a 38,8 per cento e 61,2 per cento, «come già indicato nel parere di congruità dell' advisor finanziario Equita Spa», precisa il Comune. Circa la governance, l' operazione, secondo gli accordi, «andrà a rispettare l' equilibrio tra le parti coinvolte, garantendo una sostanziale paritetica rappresentanza dei soci negli organi amministrativi e di controllo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

ALESSIA ZORZAN