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11/07/2020 - GAZZETTA DI MODENA
Aimag, Mirandola vota contro i nomi del nuovo Consiglio Zacchi si astiene

la municipalizzata
Il presidente del patto di sindacato spiega la sua scelta: «Avrei voluto un documento che garantisse l' unanimità»
Serena Arbizzi Un colpo di scena dopo l' altro condisce la lunga marcia verso la nomina dei nuovi vertici di Aimag. Sono state ore incandescenti quelle in cui si è svolto il patto di sindacato che, nelle intenzioni della componente pubblica della municipalizzata, assolve al compito di compattare le intenzioni dei sindaci, in vista dell' assemblea dei soci, che si terrà lunedì. Non è stata raggiunta l' unanimità per quanto riguarda la scelta di presidente e consiglio il cui assetto, in questi giorni, ha subito ulteriori variazioni. Se non ci sono dubbi sul neo presidente, Gianluca Verasani, e sui futuri consiglieri Paola Ruggiero, Giuliana Gavioli, Matteo Luppi, all' ultimo secondo è avvenuta la sostituzione del nome espressione del territorio mantovano della multiutility. Il consigliere indicato da questa componente, infatti, non sarà più Mario Berni, bensì sarà confermato Giorgio Strazzi. La scelta è una motivazione ben precisa, argomentata ieri mattina quando sono state due le votazioni più importanti effettuate dai sindaci. La prima riguarda un ordine del giorno presentato dalle Terre d' Argine, dall' Unione del Sorbara, dai sindaci del Centrosinistra dell' Area nord. In esso si prevede un mandato composto di obiettivi tra cui: un presidente forte, analizza la questione delle deleghe e in particolare il superamento della legge Madìa. La seconda riguarda la creazione di nuove partnership industriali. L' ordine del giorno includeva sia gli obiettivi, sia i nomi del futuro Cda. Mirandola ha votato contro, quindi, se ripeterà il voto contrario anche all' assemblea dei soci, dovrà pagare 750mila euro di penale(il 5% del valore della partecipazione del Comune in Aimag). San Felice si è astenuta, così come il presidente del patto di sindacato, Fabio Zacchi, sindaco di Poggio Rusco. Se da Mirandola è emersa nuovamente la proposta di Vittoria Varianini nel Cda, i sindaci Pd dell' area nord hanno rimarcato ancor di più la divisione dalla Città dei Pico. In particolare Luca Prandini, primo cittadino di Concordia, ha voluto evidenziare il mancato accordo con la Lega. Una delle prime curve dopo la Mirandolexit, decisione che inevitabilmente si ripercuote in più contesti. «Nella mediazione con le Terre d' Argine e l' Unione del Sorbara - spiega il presidente del patto Fabio Zacchi - si è ragionato su cinque nomi nuovi. La conferma di Gavioli, espressione dell' area nord, ha rimesso in discussione la novità dei nomi. Quindi, anche noi abbiamo ritenuto opportuno riconfermare Strazzi, il quale ha una grande esperienza in Aimag. Io ho chiesto di scorporare il mandato con gli obiettivi dai nomi: sul testo con il mandato si sarebbe potuto registrare l' unanimità. Sui nomi era chiaro che ci sarebbe stato un problema con Mirandola». Il presidente Zacchi tocca un tema delicatissimo: il rapporto con Hera, che da sempre è fonte di posizioni contrastanti anche all' interno dello stesso Pd che si è ricompattato sulle nomine. «Gli obiettivi di evoluzione prevedono nuove partnership industriali - aggiunge Zacchi - Lo faremo a partire dal rapporto con il socio di minoranza: Hera. In questi anni si era un po' congelato il rapporto con Hera. Prima nel "patto" era inclusa anche la municipalizzata. Poi si è deciso di effettuarlo solo con la parte pubblica per valutare in modo più libero le partnership. Con Hera non si sono concretizzate grosse strategie industriali: adesso sarà il primo interlocutore. È logico: ha il 25% di Aimag. Partiamo da lì a dialogare». Il sindaco di Carpi Alberto Bellelli ribadisce le linee strategiche: «Potenziare e sviluppare l' azienda, essere protagonista nella ripartenza e aiutare i soci con un aumento di utili da distribuire». --