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19/07/2019 - Corriere del Veneto (ed. Vicenza)
Aim-Agsm, tre mesi per il progetto «Fusione nel 2020, poi terzo socio»

I partner ideali sono A2A e Hera. Ma ci sarebbe l' interesse anche di Asco Acegas
VICENZA La partita è ancora molto aperta, forse non sono ancora scese in campo tutte le squadre ma la fine del primo tempo è fissata tra meno di tre mesi e il fischio finale già entro le prime settimane del 2020. Fosse un match calcistico, la vicenda della fusione tra Aim e Agsm e del futuro delle due multiutility vicentina e veronese sarebbe a questo punto. La partita è iniziata nel 2016 ma la fine è posticipata di anno in anno e ora spunta una nuova scadenza: «Entro la fine di settembre dovremo realizzare un progetto di fattibilità e fissare i criteri per definire il terzo partner». Le parole sono quelle dell' amministratore unico di Aim Gianfranco Vivian, che ieri in commissione «Controllo e garanzia» ha spiegato nel dettaglio lo stato dell' arte in merito alla fusione con Agsm e alla prospettiva di accorpare anche un altro partner industriale. Il tema è stato al centro dell' analisi dell' advisor Roland Berger, che ha prospettato i tre scenari: non far nulla, unire Aim e Agsm e poi individuare un terzo partner industriale oppure la soluzione finanziaria, ovvero vendere le quote di Aim al miglior offerente. «Stare fermi non possiamo - afferma Vivian - e l' input che ho avuto dall' amministrazione è quello di valorizzare la società, fare un salto dimensionale per competere con chi lavora già sul nostro territorio». E spuntano nuove tempistiche: entro la fine di luglio l' advisor dovrà redigere il piano industriale «stand alone» (cioè allo stato attuale) di Aim, Agsm e pure delle due società unite assieme. Poi entro la fine di settembre è atteso un progetto di fattibilità per l' aggregazione tra le due realtà, ma non solo: «In quel documento stabiliremo anche quali sono gli asset che cerchiamo in un terzo partner - spiega Vivian - e i due unici nostri interlocutori individuati dal consulente sono A2a (colosso lombardo, ndr) e Hera (gruppo emiliano, ndr)». Secondo Vivian, la fusione tra le multiutility vicentina e veronese potrebbe diventare realtà già «entro i primi mesi del prossimo anno» ma a quel punto ci dovrà già essere la strada ben segnata sulla direzione da intraprendere per il «salto dimensionale» del nuovo gruppo. Se gli advisor hanno già selezionato i partner ideali, il mercato però non si arresta e le lettere sui tavoli di Vicenza e Verona continuano ad arrivare tanto che dopo l' interesse di «Dolomiti energia» proprio in queste ore sarebbe arrivato anche quello di Asco Acegas, del gruppo Hera. «Se ci fosse chiesta un' interlocuzione da Hera - precisa Vivian - io mi siederei al tavolo e cercherei di capire dove si vuole arrivare». In commissione hanno parlato solo i consiglieri di opposizione, che hanno chiesto l' analisi dell' advisor: «Inaccettabile che non ci vengano forniti i documenti» tuona Raffaele Colombara (Quartieri al centro), mentre per Sandro Pupillo (Da adesso in poi) «la maggioranza deve sciogliere anche i nodi al suo interno su questo tema». E sul tema intervengono anche i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, che dopo un incontro con i vertici di Aim si sono detti «preoccupati per questo nuovo cambio di strategia che denota una mancanza di visione chiara del futuro», tanto da dirsi «pronti alla mobilitazione». Per le sigle, infatti, i punti irrinunciabili sono, tra gli altri, il «no» allo smembramento di Aim e alla cessione della governance a Verona o a Milano ma anche il «mantenimento della proprietà pubblica» e «l' incremento degli organici attuali». Intanto Aim annuncia che illuminerà anche le olimpiadi invernali di Cortina: la società, con altre imprese vicentine, si è infatti aggiudicata il servizio di illuminazione pubblica di 22 Comuni del Bellunese (tra cui Cortina) per i prossimi 15 anni.

Gian Maria Collicelli