News

ARCHIVIO NEWS

Torna all'elenco
05/01/2021 00.00 - Quotidiano Energia
Pnrr, il decalogo della Cisl
“Governo apra cantiere riformatore condiviso con il mondo del lavoro e dell’impresa”. Transizione green: “Disincentivare fossili con taglio sussidi e carbon pricing” In attesa che il Governo raggiunga un’intesa sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (sarebbe già pronta una nuova bozza), la Cisl elabora un documento con 10 priorità strategiche per il rilancio del Paese e per “una nuova stagione di cambiamento partecipato”.
Partendo dalle “tre direttrici fondamentali” fornite dalla Ue (sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, inclusione sociale), il sindacato invita a “costruire un nuovo e moderno Patto Sociale, sul quale dovranno determinarsi le dinamiche della crescita e dello sviluppo, del lavoro e inclusione sociale nei prossimi anni”.
Naturalmente non manca l’energia. Il punto 5 è infatti titolato “Il domani è verde: la transizione alla green economy”. Che si affianca agli altri 9 punti: lavoro, istruzione e formazione; salute e politiche sociali; industria e nuove infrastrutture; innovazione; divario Nord-Sud; pari opportunità; semplificazione burocratica; giovani; smart working.
“La transizione green è l’opportunità di trasformazione più grande che il nostro Paese ha per reinventarsi – rimarca il documento - ma deve essere orientata su obiettivi di rilevanza sociale. Le esternalità positive della trasformazione green comportano investimenti, innovazione e crescita economica”.
La Cisl propone quindi una serie di azioni. Innanzitutto “supportare modelli di business sostenibili e circolari, e sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro in ambito green, con incentivi alle aziende e investimenti pubblici”. Poi “disincentivare l’utilizzo di combustibili fossili con riduzione dei sussidi e introduzione del carbon pricing (imposta sulle emissioni di CO2) e adeguare le norme relative al trattamento di rifiuti e scarti”.
Ancora, “incentivare il rinnovo di trasporti pubblici e privati con quelli a basso impatto ambientale, primariamente elettrico e ibrido”. Infine, “investire in ricerca e sviluppo green per abbattere gli attuali limiti e costi della transizione ambientale”.
Il documento sottolinea come “ad essere decisivo sarà il modello di governance che si intende dare al processo di decisione”. La chiave di volta “sta nella capacità che avremo di concentrare e concertare gli investimenti su riforme strutturali che rilancino e qualifichino l’occupazione, riallineino le competenze nel mercato del lavoro, sblocchino gli investimenti sulla sanità, istruzione e scuola, riforma della Pubblica Amministrazione, difendano e sviluppino le filiere industriali accompagnando la transizione verde e digitale, completino le infrastrutture materiali, sociali e logiche, innalzino il livello delle politiche sociali, del sostegno alla terza età e non autosufficienza, dell’inclusione delle fasce e delle zone deboli del Paese”.
Da questo punto di vista “il coinvolgimento delle Parti sociali nei processi decisionali è indispensabile”.  Il Governo deve quindi “aprire un cantiere riformatore condiviso con il mondo del lavoro e dell’impresa, per dare equità, stabilità e consenso a un percorso che non deve escludere nessuno”, conclude il documento.