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11/01/2021 00.00 - Quotidiano Energia
Enea Tech, come e dove si potrà investire sul trasferimento tecnologico
In Gazzetta il decreto Mise che stabilisce gli interventi su start up, Pmi ed enti di ricerca. Definiti anche gli importi e il campo d’attuazione delle imprese target. La green economy in cima alle priorità. Si investirà in quattro settori - healthcare, information technology, green economy e deep tech - ma non con meno di 100.000 euro e non con più di 15 mln €, puntando su start up e Pmi innovative, spin off e spin out di enti di ricerca oppure su realtà giovani con meno di 60 mesi di costituzione.
Il decreto del 4 dicembre del ministero dello Sviluppo economico (Mise), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio 2021, definisce quale sarà il perimetro degli interventi del Fondo per il trasferimento tecnologico, istituito con il DL Rilancio di maggio 2020 e che sarà gestito dalla Fondazione Enea Tech. Una fondazione di diritto privato nel cui consiglio direttivo siedono Anna Tampieri (presidente), Salvo Mizzi (Direttore) e il presidente Enea Federico Testa. La scorsa estate era invece stato varato lo statuto della Fondazione. Il decreto, come detto, circoscrive i tipi di investimenti possibili, quali sono i soggetti che possono beneficiare di tali capitali e quali campagne d’informazione saranno svolte per favorire l’accesso a queste opportunità. Gli investimenti del Fondo per il trasferimento tecnologico – si legge nel decreto - possono assumere la forma di interventi in equity e quasi equity, prestiti convertibili e strumenti finanziari di partecipazione, contratti e grant contenenti opzioni convertibili, in funzione delle caratteristiche e delle specifiche esigenze di finanziamento delle imprese target e dei progetti da sostenere. Le imprese target, invece, potranno avere varie forme (start up e Pmi innovative, spin off e spin out), ma l’importante è che lavorino in settori tecnologici di interesse strategico nazionale. Oltre ai quattro ambiti citati, si prediligeranno anche le realtà che esplorano nanotecnologie, nuovi materiali, robotica, intelligenza artificiale e additive manufacturing. Il provvedimento specifica, però, che il soggetto attuatore – ovvero la Fondazione Enea Tech – oltre a questi ambiti potrà effettuare interventi come investitore unico “in coordinamento o coinvestimento con imprese, fondi istituzionali o privati, organismi e enti pubblici, inclusi quelli territoriali, nonché attraverso l’utilizzo di risorse dell’Unione europea”. In ogni caso si seguirà una logica di mercato. Infatti le partecipazioni possono, a termine, essere valorizzate e trasferite a operatori, imprese, altri soggetti pubblici o privati, mantenendo la massima trasparenza e garantendo eventuali diritti di prelazione o obbligo di riacquisto da parte dei soci.