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19/03/2021 00.00 - Quotidiano Energia
Infrazioni Ue, via a indagine della Camera

Dopo il calo del decennio scorso, che ha portato le procedure di infrazione Ue nei confronti dell’Italia dalle 104 del 2013 alle 62 del 2017, si è registrata un’inversione di tendenza, con le procedure risalite a 81. E’ il motivo che ha spinto la commissione Politiche Ue della Camera ad avviare ieri una “Indagine conoscitiva sugli strumenti per la prevenzione e la riduzione delle procedure di infrazione a carico dell’Italia”, che durerà fino al 31 dicembre 2021 e includerà audizioni con i rappresentanti di istituzioni europee, ministeri competenti, Regioni ed enti locali, autorità indipendenti, imprese e mondo accademico.

 

L’indagine, si legge nel programma, “intende acquisire elementi utili di conoscenza e valutazione in ordine alle criticità che determinano l’insorgere di nuove procedure di infrazione e la mancata positiva conclusione di procedure già avviate, offrendo un contributo nella definizione di proposte per la prevenzione e la migliore gestione del contenzioso con la Ue”.

 

I dati del dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio indicano che, delle 81 procedure di infrazione a carico del nostro Paese, 63 riguardano la violazione del diritto dell’Unione e 18 il mancato recepimento di direttive. I settori maggiormente interessati sono ambiente (16 procedure), trasporti (11), fiscalità e dogane (9) ed energia (7).

 

In particolare, per il settore energia le procedure riguardano il mancato recepimento delle direttive 2019/944 sul mercato interno dell’elettricità, 2019/692 sul mercato interno del gas e 2013/59/Euratom sulla protezione contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti.

 

Sempre in tema nucleare l’Italia è sottoposta a due procedure concernenti la direttiva 2011/70/Euratom sul combustibile esaurito e i rifiuti radioattivi, una per non corretta trasposizione del provvedimento e l’altra per inadempienza in merito al programma nazionale.

 

La Penisola è poi in mora per il regolamento 2017/1938 sulla sicurezza gas e la mancata trasmissione della strategia nazionale di ristrutturazione a lungo-termine prevista dalla direttiva 2010/31 sulla prestazione energetica dell’edilizia.

 

Il dipartimento Politiche europee registra al contempo l’archiviazione di 10 procedure di infrazione. Tra queste quelle per il mancato recepimento della direttiva 2018/410 di riforma del sistema Ets e la non corretta applicazione della direttiva 2014/94  sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (Dafi). Sono state inoltre archiviate le procedure per non conformità di alcune norme nazionali con le direttive 27/2012 sull’efficienza energetica e 2014/52 sulla Via di determinati progetti pubblici e privati.