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14/10/2021 00.00 - Mondo Utilities
Hera lancia con successo il suo primo sustainability-linked bond
Il Gruppo Hera – pioniere in Italia nella finanza sostenibile – ha lanciato con successo il suo primo sustainability-linked bond del valore di 500 milioni di euro. Il prestito obbligazionario non convertibile ha riscontrato, infatti, grande interesse da parte degli investitori internazionali, che hanno effettuato sottoscrizioni per circa quattro volte superiori all’offerta. L’emissione si inserisce nella strategia di sostenibilità volta alla riduzione delle emissioni e al riciclo delle plastiche.
 
Tra le prime realtà nel nostro Paese a emettere un sustainability-linked bond, la multiutility continua così a rappresentare un punto di riferimento per la finanza ESG a livello nazionale, con strumenti innovativi in grado di sostenerne l’impegno per uno sviluppo sostenibile e che incontrano al tempo stesso una crescente attenzione sul mercato. Hera – lo ricordiamo – è stata anche la prima società in Italia a emettere un green bond già nel 2014, seguito da una seconda obbligazione “verde” cinque anni dopo, e dal lancio, nel 2018, della prima linea di credito revolving ESG-linked.
 
Il primo sustainability-linked bond di Hera segue la pubblicazione, lo scorso 6 ottobre, del Sustainability-Linked Financing Framework (SLFF), con il quale la multiutility ha rafforzato ulteriormente l’integrazione tra strategie finanziarie e attenzione alla sostenibilità, delineando le metriche applicabili a qualsiasi strumento finanziario.
 
 
Le caratteristiche del sustainability-linked bond di Hera
 
Il primo sustainability-linked bond di Hera, lanciato nell’ambito del programma Euro Medium Term Notes (il cui ultimo aggiornamento risale al 7 ottobre scorso) e riservato a investitori qualificati, ammonta a complessivi 500 milioni di euro, rimborsabili in 12 anni e mezzo.
 
L’operazione ha visto una significativa partecipazione di investitori internazionali (Francia, Germania, Olanda e Gran Bretagna), in buona parte specializzati in prodotti di finanza sostenibile. La forte domanda, con sottoscrizioni per circa due miliardi di euro pari a quattro volte l’offerta, e la qualità degli ordini ricevuti hanno quindi permesso di fissare il prezzo a livelli eccellenti.
 
Sarà pagata una cedola annuale a tasso fisso del 1%, mentre il rendimento al momento dell’emissione è pari a 1,077%. A partire dalla data di pagamento interessi del 2032, è previsto un eventuale step-up (aumento del tasso di interesse) nel caso in cui la società non dovesse raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Green House Gas in tonnellate di CO2 (aumento del tasso di 0,20%) e della quantità di plastica riciclata in migliaia di tonnellate (aumento del tasso di 0,15%).
 
La nuova emissione, la cui data di regolamento è prevista per il 25 ottobre 2021, verrà quotata, sin dalla data di emissione, sul mercato regolato di Euronext Dublin, sul mercato regolamentato del Luxembourg Stock Exchange e, in un momento successivo, sul sistema multilaterale di negoziazione ExtraMOT PRO di Borsa Italiana.
 
È inoltre atteso che al sustainability-linked bond sia assegnato un rating in linea con quello di Hera (rating Baa2 con Outlook stabile per Moody’s e BBB+ con Outlook stabile per Standard & Poor’s).
 
Gli interventi per la riduzione delle emissioni e il riciclo delle plastiche 
 
Il sustainability-linked bond si inserisce nella strategia del Gruppo Hera finalizzata alla riduzione delle emissioni di gas serra e all’aumento dei quantitativi di plastica riciclata. Queste azioni sono state già avviate o previste nel Piano industriale e sono rappresentative dell’impegno della multiutility per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. L’obbligazione è legata, come sopra indicato, al conseguimento dei target di sostenibilità contenuti nel Sustainability-Linked Financing Framework, rispetto ai quali sono stati anche definiti Sustainability Performance Target (SPTs) intermedi, che verranno rendicontati annualmente in un’ottica di trasparenza.
 
In particolare, il Gruppo Hera punta a ridurre le emissioni di gas serra del 37% al 2030 (rispetto al 2019), grazie ad azioni concrete al proprio interno e al coinvolgimento di fornitori e clienti, relativamente alla vendita di energia elettrica e gas: un obiettivo tra i più ambiziosi per un’azienda in Italia, validato dal prestigioso network internazionale Science Based Target initiative (SBTi).
 
Per quel concerne invece il secondo target, la multiutility punta ad aumentare del 150% i quantitativi di plastica riciclata al 2030 (rispetto al 2017), anche grazie all’incremento della capacità impiantistica e all’ampliamento del raggio d’azione al recupero delle plastiche rigide. In questo ambito, il Gruppo detiene già una posizione di leadership attraverso la controllata Aliplast, ed è l’unica multiutility italiana ad aver sottoscritto il “New Plastics Economy Global Commitment” della Fondazione Ellen MacArthur.
 
“Il nostro primo sustainability-linked bond rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno di Hera per lo sviluppo sostenibile, con focus sulla neutralità carbonica e l’economia circolare, grazie anche a strategie finanziarie ESG – afferma Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera – Da tempo siamo impegnati in interventi per la riduzione delle emissioni e il riciclo delle plastiche, in coerenza il Piano industriale e le strategie per la transizione energetica e ambientale. Temi per noi particolarmente rilevanti, anche per la natura stessa dei business in cui operiamo, dove possiamo concretamente fare la differenza per rispondere alle tante sfide con cui ci stiamo confrontando, a cominciare dai cambiamenti climatici, e contribuire a traguardare gli obiettivi dell’Agenda 2030. Grazie a questa nuova emissione, potremo dare ulteriore impulso alle nostre attività in questi ambiti”.
 
I partner dell’operazione
 
L’emissione del sustainability-linked bond di Hera è stata coordinata e collocata da BNP Paribas, Credit Agricole CIB, IMI-Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Santander e UniCredit. Lo studio legale Legance Avvocati Associati ha assistito Hera, mentre lo studio Linklaters ha supportato le banche collocatrici.