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01/04/2021 00.00 - Mondo Utilities
Addio all’inceneritore di Core a Sesto San Giovanni: prende il via la biopiattaforma
Oggi, mercoledì 31 marzo, segna una data storica per il territorio lombardo: il vecchio inceneritore di CORE a Sesto San Giovanni cessa per sempre la sua attività. Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, che nel febbraio scorso ha acquistato la maggioranza del capitale azionario delle quote del Consorzio Recupero Energetici dai comuni soci, ha spento il forno del termovalorizzatore.
Inizia quindi il cammino della Biopiattaforma, il polo di economia circolare a 0 emissioni di CO2 di origine fossile, capace di coniugare in un unico impianto un termovalorizzatore e un depuratore per convertire i fanghi di depurazione in energia pulita e bio-fertilizzanti, e trasformare la FORSU (frazione umida organica) in biometano, combustibile green che riduce le emissioni di anidride carbonica del 97%. Un progetto di simbiosi industriale unico nel Paese, progettato sin dall’inizio attraverso il percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini e associazioni locali. Si tratta del primo impianto di termovalorizzazione autorizzato in Italia da quasi 10 anni a questa parte, che prevede un investimento di 47 milioni di euro.
A premere sul bottone di spegnimento, Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, alla presenza delle istituzioni, degli enti e dei cittadini. Hanno presenziato alla cerimonia: Raffaele Cattaneo, Assessore all'Ambiente e Clima della Regione Lombardia; Michela Palestra, Sindaco di Arese e Consigliera delegata all’Ambiente della Città metropolitana di Milano; Roberto Di Stefano, Sindaco di Sesto San Giovanni; Angelo Rocchi, Sindaco di Cologno Monzese; Paolo Micheli, Sindaco di Segrate; Ivonne Cosciotti, Sindaco di Pioltello e Luigi Gianantonio Magistro, Sindaco di Cormano; Giacomo Ghilardi, Sindaco di Cinisello Balsamo; Riccardo Pase, Presidente Commissione Ambiente di Regione Lombardia.
“Economia circolare fa rima con impianti da realizzare e questo innovativo polo è la dimostrazione che si può partire da asset esistenti, da ripensare da zero, investendo in tecnologie sostenibili e avanzate per ridurre l’impatto ambientale e avere benefici economici per la cittadinanza sia nella bolletta dell’acqua che dei rifiuti. La Biopiattaforma si caratterizza per la sua formula di governance equiparabile ai più moderni impianti europei: tecnologie innovative al servizio della gestione sostenibile dei rifiuti, management pubblico dell’impianto che ne assicura efficienza e trasparenza e partecipazione attiva dei cittadini le cui istanze hanno indirizzato già nella fase autorizzativa le scelte di tutti gli attori in gioco, afferma Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Una sfida rivoluzionaria nel nome dell’economia circolare carbon neutral, il cui iter è durato 5 anni. Mi auguro che con le prossime risorse in arrivo con il PNRR, vengano varate normative che possano accelerare il percorso autorizzativo”.
“Questo impianto segna una svolta, afferma l’Assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, e conferma che il passaggio verso l’economia circolare ha bisogno dell’innovazione, della tecnologia e delle imprese. L’economia circolare non è uno slogan, ma una realtà: si fa con impianti innovativi come questo. Esso, infatti rappresenta il paradigma di un cambio di fase nelle politiche per la gestione dei rifiuti in Lombardia. Spegniamo un vecchio termovalorizzatore – uno dei più piccoli e meno efficienti per i rifiuti urbani - e accendiamo un percorso che porterà a un impianto, che attraverso la essicazione e termovalorizzazione permetterà una gestione più efficace dei fanghi da depurazione, incluso il recupero dalle ceneri di materia prima che sta scarseggiando in natura come il fosforo; permetterà inoltre la produzione di biometano e digestato anaerobico dalla frazione organica dei rifiuti. Tutto ciò conferma che il cammino verso l'economia circolare, già imboccato da tempo da Regione Lombardia, prosegue con l'obiettivo di essere la regione leader di questa transizione in Italia e in Europa".
“Lo scorso 30 gennaio la Città Metropolitana di Milano ha autorizzato Gruppo CAP a realizzare a Sesto San Giovanni entro il marzo 2023 una Biopiattaforma, capace di unire termovalorizzatore e depuratore. Questo processo ha anche visto il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni dei territori coinvolti per migliorare e definire insieme all’azienda il progetto finale, commenta Michela Palestra, Consigliera delegata all’Ambiente della Città metropolitana di Milano. L'area metropolitana milanese con questo importante progetto si pone come modello di riferimento per il rilancio dell'economia post Covid, attraverso un green deal italiano. La sfida che attende il nostro Paese nei prossimi anni è saper utilizzare la risorse che giungeranno con il Piano Next Generation UE per avviare una serie attività economiche che puntino sulle produzioni di qualità, sul riciclo dei rifiuti (pilastro dell’economia circolare), sulle fonti rinnovabili di energia, l'agricoltura sostenibile e sulla rigenerazione urbana. Oggi siamo tutti chiamati a essere parte del cambiamento, un cambiamento necessario per noi, per i nostri figli e per il futuro del nostro pianeta”.
"Oggi è una giornata storica per Sesto San Giovanni, per il Nord Milano e per tutta la Lombardia, perché dopo 20 anni finalmente si è concretizzata l’opportunità di spegnere il vecchio inceneritore che fu acceso nel 2001, commenta il Sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano. Si apre una nuova era, dove il rispetto per l'ambiente e la trasformazione dei rifiuti in un'ottica di economia circolare saranno i capisaldi del futuro. Abbiamo di fronte a noi una sfida unica a livello europeo e da pionieri in questa direzione abbiamo la grande responsabilità di diventare un modello da seguire. Il rilancio del nostro Paese, sulle grosse sfide della rivoluzione verde e della transizione ecologica poste di recente dal governo Draghi, parte dai territori e siamo orgogliosi, oggi, di partire da Sesto San Giovanni. Ringrazio il governatore Attilio Fontana, l’assessore Cattaneo, Regione Lombardia e il presidente di Gruppo CAP, Alessandro Russo, per aver intrapreso insieme questo percorso storico".
I lavori per la realizzazione della nuova Biopiattaforma partiranno domani, 1° aprile, con l’apertura del cantiere per i lavori di demolizione del vecchio inceneritore. Parliamo di un progetto all’avanguardia, che intende rispondere alle istanze europee in fatto di energia e ambiente e che può rappresentare per le altre regioni italiane, un esempio da seguire. Soprattutto alla luce del grande percorso di rilancio che il Paese si appresta a intraprendere grazie ai fondi del Next Generation EU.
La Biopiattaforma, che ospiterà anche un polo di ricerca avanzata, parte già con il piede giusto: all’inizio del 2021 si è aggiudicato un finanziamento di 2,5 milioni di euro grazie a un progetto europeo Horizon 2020, Circular Biocarbon, che verrà implementato per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto, pronti per la commercializzazione. Un ciclo virtuoso capace di massimizzare i flussi urbani dell’umido, facendo un ulteriore passo avanti rispetto ai classici sistemi di digestione anaerobica e compostaggio.
I Numeri della Biopiattaforma e le attività del RAB
La Biopiattaforma valorizzerà 65.000 tonnellate di fanghi prodotti ogni anno dai 40 depuratori distribuiti sul territorio della Città metropolitana. Proprio i fanghi, che fino a oggi erano materia di scarto, e che in alcuni casi si dovevano portare all’estero per lo smaltimento, serviranno a produrre ben 19.500 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante. 
La linea di gestione della FORSU (“l’umido” nel gergo comune), tratterà 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi ora affidati a strutture esterne, provenienti dai Comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cormano, Segrate, Cologno Monzese e Cinisello Balsamo per la produzione di biometano, biocombustibile che riduce l’emissione di anidride carbonica del 97%. 
Il nuovo impianto verrà reso operativo a ottobre 2022 con la messa in funzione della prima linea e a marzo 2023 con l'esercizio di tutto l’impianto industriale. Nel frattempo, il RAB Biopiattaforma, organismo consultivo autonomo e indipendente, composto da associazioni del territorio e dalle amministrazioni interessate, che ha il compito di monitorare e controllare l’attività e l’impatto ambientale della Biopiattaforma, ha dato avvio alla campagna di rilevazione emissioni che ha visto il posizionamento di una centralina mobile nei pressi del campo sportivo Manin e di 5 centraline fisse che saranno installate nelle aree a più alta densità di popolazione, in particolare nell’area dei plessi scolastici e nell’area residenziale.
Tutte le attività del RAB Biopiattaforma saranno presto consultabili sul sito rab-biopiattaforma.it, lo strumento ufficiale per informare in maniera costante e approfondita tutti i cittadini del territorio in merito all’attività di monitoraggio che il RAB porterà avanti, per condividere le informazioni raccolte sull’impatto ambientale dell’impianto.