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14/07/2021 00.00 - Quotidiano Energia
Siccità, in Senato la crisi dell’Emilia-Romagna

Interrogazione FI su effetti economici e ambientali. Anbi: “In Italia esistono 35 importanti opere idrauliche incompiute”. Piemonte, tavolo sulle risorse idriche
“A causa del cambiamento climatico si assiste, per il secondo anno consecutivo, a eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e rapidi passaggi dal maltempo alla siccità. La lunga assenza di piogge ha inevitabilmente ridotto il livello idrometrico del Po a meno 2,66 metri, con la portata del fiume scesa sotto la soglia dei 1.000 mc/s, ovvero -24% rispetto alla media del periodo. La stessa difficile situazione idrica si registra anche per i fiumi dell'Emilia-Romagna Enza, Secchia, Reno e Trebbia, tutti abbondantemente sotto la media mensile. La carenza di acqua e il conseguente stato di siccità stanno provocando ingenti danni all'agricoltura emiliano-romagnola, così come in molte altre regioni italiane”.
È quanto si legge in un’interrogazione depositata al Senato da FI (primo firmatario Barboni). Nell’atto si chiede a Mipaaf e Mite “quali azioni intendano assumere tempestivamente” per “scongiurare il rischio di un disastro economico, produttivo e ambientale ormai annunciato. La fase di pre-emergenza, in cui versa soprattutto l'area romagnola, obbliga ognuno per la propria competenza ad assumere opportune iniziative in tempi stretti”. Inoltre, “considerando il perdurare della condizione climatica particolarmente siccitosa, se si preveda un immediato calcolo e ristoro dei danni per consentire alle aziende interessate di sopravvivere e al contempo predisporre delle soluzioni di sistema adeguate alle differenze fra aree geografiche”.
Sul tema delle risorse idriche è intervenuta anche Anbi ricordando che “in Italia esistono 35 importanti opere idrauliche incompiute in 10 regioni: dall’Emilia-Romagna al Centro-Sud fino alle Isole; costate finora oltre 650 milioni di euro, necessiterebbero di circa 800 mln € per essere completate. Anche per questo il Recovery Plan è un’opportunità irripetibile”, sottolinea il presidente Francesco Vincenzi.
“Quanto accade nel Reggiano è un’ulteriore testimonianza della grave siccità che sta colpendo vaste zone dell’Emilia-Romagna, impegnando gli enti consorziali nella gestione dell’irrigazione h/24, con eventuale turnazione tra utenze irrigue e grande attenzione al risparmio idrico”, prosegue una nota dell’associazione. “Nel comprensorio bolognese gestito dal Consorzio della bonifica Renana, la concomitanza tra l'ondata di calore in atto da 30 giorni e le precipitazioni inferiori di circa il 35% rispetto alla media annuale ha fatto sì che siano già stati distribuiti 32 mln/mc d'acqua, provenienti per oltre il 70% dal fiume Po attraverso il Canale e.r. Un volume che, per i primi sei mesi del 2021, risulta pressoché doppio rispetto alla media del recente decennio”.
Infine, “per i distretti irrigui dipendenti dagli approvvigionamenti dal fiume Reno, grazie alle misure attivate dalla Cabina di regia del nodo idraulico bolognese (operante dal 2012 con Regione Emilia-Romagna, Consorzio di bonifica Renana, Canali di Bologna, Comuni, Enel ed Hera), dal 1° luglio sono stati avviati rilasci specifici dall'invaso artificiale di Suviana (6 mc/s in due fasce orarie giornaliere), consentendo di rispondere alle esigenze di 800 ettari irrigati”.
Sui prelievi da fiumi e torrenti, si ricorda, l’Emilia-Romagna ha lanciato anche un nuovo sistema "a semaforo".
La Regione Piemonte, infine, ha realizzato per la prima volta un incontro propedeutico alla periodica riunione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po. All’evento hanno partecipato anche Apra e Anbi territoriali e la Regione “ha sottolineato la necessità di avere riscontri rapidi circa l’evoluzione delle disponibilità idriche sul territorio e delle criticità evidenziate”, scrive in una nota l’associazione dei consorzi di bonifica. “Si è pertanto deciso di calendarizzare a breve e con maggiore frequenza questi importanti momenti di confronto tra le realtà operanti sul territorio”.