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15/04/2021 10.18 - PUBLIC POLICY
+++ENERGIA,CORTE UE: OK NORMA ITALIANA CHE RIDUCE INCENTIVI PER FOTOVOLTAICI+++-2-

(Public Policy / Policy Europe) - Roma, 15 apr -La Corte sottolinea, che, nelle convenzioni stipulate con i gestori di impianti fotovoltaici, il Gse si era riservato espressamente la facoltà di modificare unilateralmente il contenuto di dette convenzioni per poter tener conto dellevoluzione del quadro normativo di riferimento: ciò indicava chiaramente che gli incentivi potevano essere adeguati, o addirittura soppressi, in forza, appunto, di modifiche legislative. Modifiche del genere erano tanto più prevedibili in quanto le convenzioni erano valide per lunghi periodi (anche di ventanni). Sulla scorta di tali osservazioni, la Corte conclude che la riduzione degli incentivi o il differimento del pagamento degli stessi non comporta la violazione della certezza del diritto e del legittimo affidamento dei gestori e si inscrive, anzi, nel quadro dei limiti legali al diritto di proprietà di cui allarticolo 17 della Carta.

La Corte ha rilevato, inoltre, che la normativa non ha comportato alcuna ingerenza nella libertà di impresa (art. 16 della Carta) dei gestori degli impianti fotovoltaici, nella misura in cui le modifiche peggiorative non riguardano gli incentivi già erogati ma solo quelli previsti nelle convenzioni e non ancora erogati. La libertà dimpresa comprende il diritto di ogni impresa di poter liberamente utilizzare le risorse economiche e finanziarie di cui dispone. Gli incentivi previsti dalle convenzioni stipulate tra il Gse e i gestori, però, non possono essere considerati parte delle risorse di cui questi ultimi dispongono, dato che i corrispondenti importi non sono stati ancora erogati e che i gestori non possono far valere un legittimo affidamento ad ottenerne lerogazione.

La Corte osserva, infine, che i gestori non hanno negoziato i contenuti delle convenzioni. Essi hanno potuto solo scegliere se aderirvi o no. Solo nelladesione si è, cioè, estrinsecata la libertà contrattuale dei gestori. Le modifiche successive delle convenzioni in base alla nuova normativa, quindi, non costituiscono uningerenza nella libertà contrattuale delle parti, tanto più che, come detto, il Gse si era riservato di modificarne unilateralmente il contenuto. (Public Policy / Policy Europe)

@PPolicy_News

MDV

151018 apr 2021