AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
16/01/2021 - IL MATTINO DI PADOVA
Ascopiave corteggia Agsm-Aim «Pronti alla collaborazione»

Multiutility/1
Il piano industriale del gruppo trevigiano: 500 milioni di investimenti al 2024 Svolta strategica: «Più energie rinnovabili e crescita in tutti i settori regolati»
pieve di soligo Cinquecento milioni di investimenti da qui al 2024. E potrebbero essere 685, nel caso in cui il gruppo dovesse aggiudicarsi due nuove gare per la distribuzione sul gas. Margine operativo lordo che salirà nel '24 a 87 milioni, ma nella migliore delle ipotesi a 107.Acquisizioni e partnership nella distribuzione del gas, adesso core business del gruppo. Un tasso di crescita che dal 9% può salire al 15%, con una posizione finanziaria su patrimonio netto di 0,57 fra 4 anni, al massimo 0,77.Dividendo in crescitaInfine, dividendo 2020 di 16 cent/azione, di 18 fra 4 anni (+0,50 euro ogni anno, stime prudenziali), per confermare la missione di valorizzazione e servizio ai comuni soci, simbolo della territorialità del gruppo. Con un messaggio agli investitori (rendimento del 4,5%).Ascopiave si proietta nel decennio all' insegna delle svolte, sostenuta da una liquidità forte, fra storico cash flow, dote di Hera per le nozze del 2019, e prestito "meritocratico" di Intesa. Dice tutto che a Pieve non contempli l' opzione Put su Est Energy ed Heracomm, per finanziare il piano.La prima è geopolitica. Mai come ieri Nicola Cecconato, presidente e ad di Ascopiave, ha aperto ad Agsm-Aim, nata dalla fusione della scaligera Agsm e della berica Aim. Il superpolo veneto fra Pieve, Vicenza e Verona era stato proposto da Toni Da Re, ultimo segretario nathional della Liga Veneta eletto da un congresso, progetto poi stoppato e complicato dai bliz di Hera e A2A. Rientra dalla finestra, qualcosa si è sbloccato politicamente. «Una volta che Verona e Vicenza completeranno il processo di fusione, siamo pronti a dialogare e a ricercare possibili forme di incontro e collaborazione, siamo sempre stati disponibili a confrontarci con chi come noi serve il territorio», ha detto ieri più volte Cecconato, non escludendo nemmeno partnership. Non sarà proprio un flirt, ma rispetto agli scontri e alle polemiche del passato lo spartito è un altro.GAS E DIVERSIFICAZIONEDopo le prime incursioni nell' idrico integrato, il piano strategico sancisce l' apertura ai fronti energetici di biometano ed eolico, da affiancare a idroelettrico e idrico integrato. Massima attenzione ad impianti di aziende agricoli di biogas potenziabili, al trattamento dei fanghi in chiave energetica. «Se il gas resta il nostro core business, puntiamo a crescere in tutti i settori regolati», ha puntualizzato Cecconato.Nella distribuzione, cui i colosso pievigino ha sacrificato il controllo del proprio retail (ma conservando il 48%) resta il nodo della gare d' ambito, congelate (stallo in Parlamento) o infinite (al Tar pende il ricorso di Ascopiave contro l' aggiudicazione dell' Atem bellunese ad Italgas). Di qui i due scenari del piano: uno prudenziale, l' altro basato sulla scommessa di due nuove aggiudicazioni oltre alla conferma delle reti già gestite (Vicenza 3 e 4). Intanto Ascopiave accelera su potenziamento ed efficientamento delle rete: cabine BiRemi, abbattimento delle fughe, energia green per le fasi di passaggio.LA SFIDA: ENTRARE NELl'"INHOUSE"In prospettiva, Cecconato punta ai servizi regolati, dall' acqua ai rifiuti. Anche se gli affidamenti in house blindano ai privati la gestione, affidata a consorzi pubblici e ai loro bracci operativi. «Ma penso a norme Ue, non applicate in Italia, che consentono l' ingresso fino al 20%, come soci di minoranza», ha concluso Cecconato. Sarà la frontiera del futuro ora che anche le multiutility nostrane si stanno muovendo? Intanto Ascopiave ha stretto intese tecniche con Ats, la società pubblica che gestisce il ciclo idrico in Destra Piave, e si accinge a farlo con Piave servizi, la gemella in Sinistra Piave. E non fa mistero di volersi muovere ancora, all' incrocio fra rifiuti ed energia, impianti e tecnologie. Dal gas alla supermultiutility. --Andrea Passerini© RIPRODUZIONE RISERVATA.

ANDREA PASSERINI