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22/09/2021 - CORRIERE DELLA SERA (ED. BRESCIA)
«A2A può teleriscaldare Brescia creando centrali a solare termico Non è fantasia, all' estero lo si fa»

Mori (Fridays For Future): «Cruciale ridurre i consumi e isolare le case»
Siamo in emergenza climati ca. Il pianeta si scalda e gli eventi estremi si moltiplicano. A causare tutto ciò sono le emissioni di gas serra, come la CO2, derivate in gran numero da carbone, petrolio, metano e altri combustibili fossili. Ma qual è l' energia più efficiente? Ne parliamo con l' ingegnere Giovanni Mori, portavoce nazionale di Fridays For Future, che a ottobre parteciperà alla Cop26, a Glasgow, dove gli Stati dovranno affrontare le soluzioni per la crisi climatica. «L' energia migliore è quella che non consumiamo. Ecco perché isolare gli edifici - spiega - è la via maestra. Per produrre energia quasi sempre emettiamo CO2. Ma quanta ne emetto per chilowattora prodotto? Il peggiore in termini di efficienza è il carbone (700 grammi di CO2), poi il petrolio, la benzina, il metano». Il termoutilizzatore a Brescia è alimentato principalmente da rifiuti. «La normativa li considera come se fossero fonte rinnovabile, ma anche questi emettono CO2. E non poca: l' efficienza di una moderna caldaia a condensazione è maggiore». Però abbiamo milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno, cosa ne facciamo? «Dei rifiuti bisogna farci qualcosa e portarli in discarica non è la soluzione. Ma il problema va risolto a monte, con un porta a porta spinto». Eppure giocattoli e altri involucri plastici non sono riciclabili. «Serve una programmazione dall' alto, non si risolve da un giorno con l' altro. La via più efficiente è il riuso dei materiali migliori, come il vetro». Il Comune di Brescia si è dotato del Piano clima (Paesc): come lo valuta? «La notizia buona è che il piano c' è, anche se inferiore al taglio dell' 80% che servirebbe. È un buon piano, ma va tradotto in azioni. Purtroppo una larga fetta della riduzione di emissioni è in capo ai cittadini. Se non li coinvolgi, il piano rimane sulla carta». Ad esempio serate per dire che bisogna fare l' ecobonus? «Certo. Ma anche materiale informativo. Scusate, per il Covid ci hanno chiuso in casa, ma prima ci hanno spiegato che si rischiava la vita per questo virus. Invece qui manca il racconto che dica che siamo in emergenza climatica». L' emergenza sono le emissioni di CO2. Il passaggio alle rinnovabili però non è né facile né veloce. Prenda la centrale di Lamarmora, che oggi va a metano, o il Termoutilizzatore. È tecnicamente possibile scaldare l' acqua del teleriscaldamento con energia 100% pulita, ad esempio il solare termico o le pompe di calore alimentate dal fotovoltaico? Oppure questa tecnologia si può usare solo a livello di case o condomini? «Non è vero che le rinnovabili sono piccole soluzioni. Hanno una densità energetica minore, quindi richiedono più spazi, ma si può fare. In Danimarca, che ha un' irradianza che è metà della nostra, ci sono centrali a solare termico che forniscono calore per il teleriscaldamento. Anche li bruciano rifiuti per il teleriscaldamento, ma li integrano molto di più con le rinnovabili». A2A potrebbe fare centrali a solare termico o mega pompe di calore che scaldino l' acqua, magari creando una centrale ogni 2-3 quartieri così da coprire la città? «Tecnicamente si può, ma nessuno si è mai posto la questione. Oggi il trend però va molto di più sull' elettrificazione, che puoi alimentare con il fotovoltaico. Poi va a fare pompe di calore che sono efficientissime, a patto che si sia fatto un isolamento. Tu fornisci 1 di energia elettrica, loro danno 3-4 di calore. Così scaldi o raffreschi. Però A2A, volendo, potrebbe anche costruire mega pompe di calore: ognuna potrebbe essere in grado di riscaldare anche uno o due quartieri». Ma è realistico? «Le faccio un esempio. Il campus di Losanna, in Svizzera, dove ho fatto la tesi di laurea, contava 15 mila persone, cioè tre volte la popolazione del Villaggio Sereno, ed era scaldato da due pompe di calore che scambiavano energia con l' acqua del lago. Le case devono essere isolate, ma si può fare». Se fossero tutte isolate, alle case servirebbe meno calore per scaldare i termosifoni? «D' inverno basterebbe acqua anche a 30-40 gradi. Quindi meno consumi». Tanti si chiedono cosa possono fare per ridurre le emissioni. «Non c' è un' unica soluzione, ma tante azioni politiche da fare. Alcune spettano a noi, altre no. Le infrastrutture non le fa il singolo, ma lui le usa. Alla politica il compito di trovare un modo per incentivare, ad esempio costruire ciclabili. Il cibo è settore tra i più impattanti, ma cosa mangiare tocca a noi. E nessuno può obbligarci. Ma la dieta migliore per noi lo è anche per il pianeta: provate a guardare la piramide alimentare al contrario e vedrete che l' impatto è molto più alto per i cibi che dovremmo mangiare pochissimo». La Loggia vuole costruire il tram: una buona idea? «Sì, lo è. Ma non sarà pronto prima del 2028. Se devi agire rapidamente, parti dove ti costa poco e hai un impatto alto. Quindi eliminando in città tutti gli spostamenti non necessari su mezzi privati, partendo dal centro storico». Altre leve? «Prenda la Danimarca: lì hanno la metà delle auto che abbiamo noi. È solo perché hanno fatto le piste ciclabili? No, l' Iva sulle auto in Danimarca è al 100%. Prima di acquistare, il cittadino fa bene i calcoli. Il 70% degli abitanti di Copenaghen si muove in bicicletta. Solo perché sono ecologici? No, perché è più veloce e gli costa di meno ».