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04/05/2021 - IL SOLE 24 ORE
Sindaci, Di Maio lancia patto su risorse e poteri delle città

Verso le amministrative. Una cornice per ricreare sviluppo nei grandi comuni e fare della campagna elettorale una competizione di programmi. Meloni rilancia: intesa su Roma
ROMA «Molte città si trovano oggi in condizioni di dissesto o pre dissesto. Servono subito aiuti economici a favore dei comuni per fare investimenti e portare avanti nuovi progetti. Faccio un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento: in sinergia lavoriamo a un provvedimento ad hoc sugli enti locali. Siamo pronti a sostenerlo anche in Consiglio dei ministri». Il grido d' allarme, a pochi mesi dalla tornata autunnale di amministrative che coinvolgerà più di mille Comuni, a partire dalla Capitale, è venuto durante il week end dal ministro pentastellato degli Esteri Luigi Di Maio. E incrocia anche la fatica che stanno facendo i partiti, sia nel centrosinistra sia nel centrodestra, a trovare delle candidature davvero competitive nelle grandi città. Soprattutto a Roma. Qui il nodo riguarda anche la mancata attuazione del dettato costituzionale che all' articolo 114 istituisce "Roma Capitale" demandando appunto ad una successiva legge il trasferimento di maggiori poteri. Ieri il tema è stato rilanciato con forza da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d' Italia, unico grande partito all' opposizione del governo Draghi: «Il Recovery plan prevede per "Roma Caput mundi" solo 500 milioni di euro da destinare ai beni culturali. Un insulto. Su Roma voglio sfidare Draghi e la maggioranza: si dia immediatamente attuazione all' ordine del giorno di Fd' I approvato alla Camera con cui si chiede di trasferire poteri e risorse speciali per Roma Capitale proprio come avviene per le più importanti capitali europee», è la proposta che Meloni fa dalle colonne del Messaggero. In realtà più che dare seguito all' ordine del giorno, fa notare il deputato democratico Roberto Morassut, occorre approvare il disegno di legge costituzionale che attua il dettato dell' articolo 114: «In commissione Affari costituzionali è in questi giorni all' esame il Ddl di cui sono primo firmatario e che trasferisce alla Capitale quei poteri legislativi e di programmazione economica che sono tipici della Regione - spiega Morassut -. Le parole di Meloni fanno sperare nella larga convergenza che occorre per approvare una legge costituzionale». Insomma, il nodo non sembra neanche tanto essere quello delle risorse quanto quello dei poteri. Per le opere "locali", infatti, il Pnrr e il Fondo complementare stanziano complessivamente circa 30 miliardi e le città beneficeranno indirettamente delle missioni del Piano, a partire dalla transizione ecologica e dalla digitalizzazione per finire con il superbonus per l' edilizia. Ma certo il mestiere del sindaco di Roma, che per altro percepisce un' indennità che è meno della metà di quella di un parlamentare, senza possibilità di legiferare non sembra essere particolarmente allettante per la classe politica. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti sembra abbia declinato definitivamente l' offerta del segretario del suo partito Enrico Letta decidendo di restare alla Regione fino alla scadenza del mandato nella primavera del 2023. E sul fronte del centrodestra il pressing dei leader su Guido Bertolaso non ha finora prodotto esito positivo. Al Pd, diviso al primo turno come in quasi tutte le città dal M5s, non restano che le primarie e nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la candidatura ufficiale dell' ex ministro dell' Economia Roberto Gualtieri, che tuttavia ha ancora qualche comprensibile resistenza. Situazione complicata anche a Torino, dove pure non c' è accordo tra il M5s e il Pd e dove le primarie indette dal centrosinistra non vedono al momento candidature significative. E dove per altro si farà sentire più che in altre città la recente sentenza della Corte costituzionale che in sostanza impone di ripianare alcune tipologie di deficit subito e non con piani trentennali (si veda pagina 2): «Bisogna intervenire per risolvere le criticità normative emerse dalla sentenza della Consulta», avverte non a caso Di Maio. Che sembra dunque lanciare un appello: prima ancora di accapigliarci sulle candidature diamo ai nostri Comuni gli strumenti per risollevarsi. E, sottinteso, per rendere così più "appetibile" il mestiere di sindaco. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Emilia Patta