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16/01/2021 - LA STAMPA
Atlantia, sì dei soci alla scissione di Aspi Cdp attacca: non ci danno informazioni

nuovo piano per autostrade: previsto un riassetto con società ad hoc per presidiare i business futuri
Proposta alla Cassa, che frena sull' offerta: entrate subito col 10% e nominate il presidente
teodoro chiarelli Via libera quasi all' unanimità (99,7% del capitale rappresentato) dell' assemblea degli azionisti di Atlantia alla scissione di Autostrade per l' Italia. Resta aperta la porta a Cdp e soci (i fondi Blackstone e Macquarie), dai quali è attesa l' offerta vincolante a valle della due diligence in corso. L' operazione prevede lo scorporo di Aspi da Atlantia, con l' attribuzione alla nuova società Autostrade Concessioni e Costruzioni (Acc) della partecipazione del 33,06% di Aspi (scissione) e il conferimento in natura del restante 55%. Acc, che verrà poi quotata in Borsa, deterrà così l' 88,1% di Aspi (il restante 11,9% resterà ai soci esteri: Allianz, Edf e Dif) e sarà a quel punto per il 37,2% direttamente in mano agli attuali azionisti di Atlantia e per il 62,8% a nuovi investitori. All' interno dell' operazione, che i soci di Atlantia hanno voluto come seconda gamba rispetto agli accordi con il governo del 14 luglio (per l' ingresso di Cdp in Aspi) a garanzia di un percorso di mercato, resta aperta la porta a Cassa o ad altri investitori. Questi potranno acquistare fino al 55% conferito in Acc. Ma entro il 31 luglio ci si potrà comunque fare avanti per acquistare l' intero 88,06% di Atlantia in Aspi: se il cda della holding valuterà positivamente la proposta, convocherà l' assemblea per stoppare la delibera di scissione. Ormai la revoca della concessione sembra sempre più remota. Resta però il problema della valutazione di Aspi, visto che dopo tre no di Atlantia a 8,5 miliardi, le controfferte sono ribassate sotto i 7,5. Cdp pare in ogni caso intenzionata a presentare un' offerta insieme ai fondi, anche se fonti vicine alla Cassa sostengono che «in data room» la holding controllata al 30% dai Benetton, «nonostante le richieste», non avrebbe prodotto la «gran parte» dei documenti su manutenzioni e investimenti. A questo punto, fatta la scissione, si potrebbe ragionare sulla vendita del 55% alla cordata: costerebbe meno e sfilerebbe comunque la maggioranza alla famiglia Benetton. Per risolvere l' impasse su Aspi, si sta ragionando anche su una terza via, un compromesso da sottoporre a Cdp: Atlantia potrebbe consentire l' ingresso della Cassa con una quota simbolica del 5-10% e dietro un corrispettivo economico contenuto, riscrivendo però le regole di governance. A Cdp verrebbe garantita la nomina di un presidente di garanzia con deleghe su monitoraggio di investimenti e nuove opere. Intanto la società andrebbe avanti con il suo rafforzamento, una nuova governance e le garanzie previste dal piano economico e finanziario concordato con il governo. In attesa di un assetto definitivo. Intanto l' ad di Aspi, Roberto Tomasi, giovedì presenterà il piano industriale 2020-2024. È previsto un riassetto con società ad hoc a presidiare nuovi business. L' ad ha disegnato una nuova architettura societaria che punta sull' innovazione digitale per realizzare le "smart road", infrastrutture che offrano alle auto del futuro, elettriche e interconnesse, servizi che vanno dall' info traffic in tempo reale a una serie di strumenti nelle aree di sosta, a iniziare dai pagamenti digitali. Fra il 2021 e 2023 sulla digitalizzazione della rete sono previsti 200 milioni di investimenti. Da quest' anno 130 aree di servizio sulla rete di Aspi saranno dotate di colonnine e piazzole per favorire la mobilità elettrica. Aspi diventa una holding cui faranno capo oltre alle concessionarie delle singole tratte, anche nuove realtà dedicate al business. In particolare, nasce la società di ingegneria Tecne, con sedi a Milano, Genova Roma e Pescara, che applicherà il piano di investimenti da 21,5 miliardi: ad essa faranno capo progettazione, direzione lavori e coordinamento delle opere, compresi gli aspetti della sicurezza. Tecne parte con 500 ingegneri già in Aspi, ma entro il 2024 vedrà l' assunzione di 500 neolaureati: sarà la seconda società di ingegneria in Italia. Il piano, chiarisce Atlantia, «non prevede aumenti di capitale, ed è sostenibile mediante la generazione di cassa della società e il ricorso al mercato dei capitali». - © RIPRODUZIONE RISERVATA.

TEODORO CHIARELLI