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22/07/2021 - CORRIERE DELLA SERA (ED. BRESCIA)
A2A-Ardian, preoccupa il patto green con i francesi «Non si cedano gli asset»

La Lega contraria. Rolfi: «Operazione finanziaria, quali conseguenze?» Di Mezza: «Così Brescia perde il controllo»
Da tempo A2A ha annunciato che il proprio piano industriale sarà sempre più improntato dagli investimenti sull' energia rinnovabile, ma il punto è un altro: come riuscirci? Costruendo impianti o invece avviando operazioni finanziarie? È quest' ultima ipotesi quella che agita il partito della Lega, preoccupato che la multiutiility - oggi controllata al 50% dai Comuni di Brescia e Milano - si sbilanci troppo in quest' operazione finanziaria dai contorni «poco chiari». Infatti, qualche settimana fa A2A annuncia che si punta a costituire una Newco, cioè una nuova società in partnership con Ardian, fondo di investimento francese. La multiutility lombarda conferirebbe alla Newco gli asset green (centrali idroelettriche e fotovoltaico), ma anche pacchetti legati alla vendita dell' energia e ai progetti sull' idrogeno. Mentre il fondo francese porterebbe in dote un miliardo e mezzo di liquidità e 700 megawatt di energia pulita. Il fondo Ardian avrebbe il controllo del 45% della società, A2A il 55%. La Lega è contraria e chiede al sindaco di Brescia Emilio Del Bono di far luce sull' operazione, portando il dibattito in consiglio comunale. «C' è in gioco il futuro di A2A - dice Fabio Rolfi, assessore regionale e figura di spicco del partito a Brescia - Quali rischi corriamo se un domani ci fosse un aumento di capitale? I fondi di investimento sono pieni di liquidità». Prova ad allargare lo sguardo anche Fausto Di Mezza, ex Forza Italia, oggi responsabile Economia della Lega a Brescia. «Se un domani ci fosse un' integrazione della Newco in A2A, Ardian potrebbe diventare il primo socio privato con il 15% del capitale» suggerisce Di Mezza, avvocato, esperto di finanza pubblica e già vicepresidente di A2A in quota centrodestra, quando in Loggia governava Adriano Paroli. Con la spinta sull' energia rinnovabile - e gli obiettivi obbligatori di riduzione della CO2 - il management di A2A lavora per creare una Newco con questo fondo di investimento, che potrebbe accrescere il peso della multiutility nella distribuzione di energia verde. Ma sono molti i punti da chiarire, soprattutto sulle conseguenze. «È vero che A2A è una quotata e non è sottoposta al codice dei contratti pubblici, ma perché cedere asset strategici?» si chiede Di Mezza. Il timore è che la Newco stravolga la mission di A2A, da sempre società industriale e non finanziaria. Gli impianti green «sono paragonabili a dei bond, danno una redditività certa e sicura, ma non creano lavoro. Ma la domanda vera - prosegue il responsabile Economia della Lega - è un' altra: perché si fa la NewCo? Si vuole poi quotarla? Così Brescia e Milano rischiano di perdere il controllo» sulla multiutility. Pare che A2A avrebbe obiettato che costruire nuovi impianti richieda tempi lunghi, ma la storia di quest' azienda - sostiene la Lega - si è basata sulla costruzione di impianti, termoutilizzatore compreso. È preoccupato delle ricadute sul territorio Massimo Tacconi, capogruppo del Carroccio in Loggia: «La forza lavoro calerà?» Per lui, se un domani ci fosse una fusione per incorporazione, la multiutility «dovrà rispondere ai francesi. Che pesò avrà Ardian?» si domanda Tacconi, convinto che «i fondi non entrino solo per i dividendi». Fabio Rolfi, già vicesindaco di Brescia, chiede a Emilio Del Bono di far luce sulla vicenda: «L' amministrazione ha dato l' indirizzo di trasformare l' attività di A2A in attività finanziaria? È un' indicazione che arriva da lui? Ne è a conoscenza ?» L' operazione, dalle conseguenze complesse, potrebbe non essere chiara ai vertici della Loggia. Motivo in più per approfondire e magari «iniziare a porre qualche paletto», ad esempio vietando la quotazione della NewCo. Quest' ultima potrebbe essere il vero guadagno del fondo, che compra e vende dove più gli conviene. «È necessario che Del Bono prenda posizione e spieghi alla città» dice Simona Bordonali, parlamentare del Carroccio e consigliere comunale di Brescia. La quale ricorda che, «in base all' articolo 68 del regolamento comunale, la Lega chiede che si convochi al più presto un consiglio ad hoc su questo tema. Bisogna tutelare la nostra città». E considerando che i dividendi di A2A sono vitali per il bilancio della Loggia, la frase è tutt' altro che un' opinione .

MATTEO TREBESCHI