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16/06/2021 - MATTINOPADOVA.GELOCAL.IT
La fotografia della gestione dell'acqua in Italia

La ricerca Blue Book, realizzata dalla Fondazione Utilitatis in occasione del Festival dell’Acqua, oltre allo stato del servizio idrico italiano analizza gli effetti del cambiamento climatico, della pandemia e le opportunità legate al Pnrr Crescono gli investimenti, calano i consumi ma il settore idrico sconta ancora inefficienze e disuguaglianze: lo rivela il nuovo Blue Book, la ricerca realizzata dalla Fondazione Utilitatis che verrà presentata il 16 giugno in occasione del Festival dell’Acqua di Utilitalia, la federazione che riunisce le imprese dei settori dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente. La rassegna biennale, giunta alla sesta edizione, verrà trasmessa in streaming sul sito e consisterà in un’intera giornata di riflessioni e approfondimenti con politici, tecnici ed esperti. Alimentazione Un terzo della produzione mondiale di cibo minacciata dalla crisi climatica di Giacomo Talignani 14 Maggio 2021 Oltre a fotografare lo stato del servizio idrico integrato, il Blue Book 2021 analizza gli effetti del cambiamento climatico, le nuove sfide poste dalla pandemia e le opportunità legate al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che assegna 3,5 miliardi di euro alle aziende del settore. Spazio anche al ruolo crescente dell’innovazione tecnologica, dalle applicazioni dell’economia circolare al ciclo idrico integrato, e all’urgenza di riforme che consentano il rilancio degli investimenti. Su questo fronte, dopo il trasferimento delle competenze di regolazione e controllo ad Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ndr) dal 2012 le gestioni industriali hanno registrato una crescita costante degli investimenti: nel 2019 il valore pro capite era pari a 46 euro, in aumento del 17% rispetto al 2017. Il 25% degli investimenti programmati è destinato a contenere i livelli di perdite idriche; seguono gli investimenti per il miglioramento della qualità dell’acqua depurata (20%) e quelli per l’adeguamento del sistema fognario (15%). Permangono tuttavia grandi differenze tra le macro-aree del Paese e tra le gestioni industriali e quelle “in economia”, in cui sono gli enti locali a occuparsi direttamente del servizio idrico: una modalità che riguarda 9 milioni di cittadini, residenti soprattutto al Sud. In questi casi gli investimenti medi annui si attestano a 8 euro per abitante. Nel Mezzogiorno si concentra anche la grande maggioranza (73%) delle procedure di infrazione per la mancata attuazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue, che interessano ancora 939 centri urbani abitati da 29,7 milioni di persone. In Italia, aggiunge la ricerca, si consuma ancora molta acqua potabile: 215 litri per abitante al giorno, in calo dai 220 del 2015, contro i 125 della media dei Paesi europei. Il report Nove milioni di italiani a rischio eventi estremi: così la crisi climatica minaccia le nostre città di Flavia Carlorecchio 15 Giugno 2021 Per il futuro del settore idrico la chiave è l’economia circolare: l’obiettivo è salvaguardare la disponibilità di acqua e garantirne il riutilizzo grazie anche alle tecnologie più innovative. Il Pnrr, come ha spiegato la presidente di Utilitalia, Michaela Castelli, “rappresenta una grande occasione per il comparto idrico, ma le risorse stanziate devono essere accompagnate da alcune riforme. Occorre agire rapidamente sulla governance favorendo la presenza di operatori industriali al Sud: solo così è possibile ottenere un incremento degli investimenti e della qualità dei servizi offerti ai cittadini”.