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22/07/2021 - LA REPUBBLICA (ED. TORINO)
Secondo inceneritore, l' ipotesi Novi "Gestito in partnership con la Liguria"

L' assessore regionale all' Ambiente Marnati e l' allarme rifiuti tra quattro anni: " Ma prima si valuti l' ampliamento del Gerbido"
di Mariachiara Giacosa L' ampliamento dell' inceneritore di Torino e l' ipotesi di un nuovo impianto da costruire nella zona di Novi Ligure, magari in partnership con la Liguria che per anni ha bruciato i suoi rifiuti a Torino perché non era in grado di smaltirli in autonomia. L' assessore all' ambiente Matteo Marnati mette sul tavolo le sue proposte per gestire l' emergenza rifiuti che si verrà a creare nei prossimi anni, con l' attuale capacità delle discariche regionali che andrà in esaurimento entro il 2025 e il divieto, previsto dall' attuale piano rifiuti, approvato dall' amministrazione di centrodestra, di aprirne di nuove. Si possono fare ampliamenti «ma sono per emergenza pubblica» ricorda Marnati, e il caso di Torrazza Piemonte dimostra che comunque non è una cosa semplice, visto il secondo stop alla realizzazione di una nuova vasca arrivato da Città metropolitana. La Regione ha poi messo nero su bianco, nei suoi documenti ufficiali, anche la necessità di ampliare gli impianti esistenti, prima di realizzarne altri. « Abbiamo già fatto verifiche preliminari e al Gerbido c' è la possibilità di costruire una terza linea per aumentare la quota attuale di 500 mila tonnellate che il termovalorizzatore è in grado di accogliere» spiega l' assessore che ieri ha partecipato all' incontro organizzato da Confservizi sullo stato di salute dei servizi pubblici e sulle prospettive di crescita, alla luce del Pnnr. Contatti con Trm, la società che gestisce il termovalorizzatore del Gerbido, per verificare la possibilità di un allargamento ci sono già stati, ma il progetto è tutto da costruire valutando gli spazi di espansione per una nuova linea da circa 250mila tonnellate e i costi che comunque, secondo la Regione, sarebbero inferiori rispetto alla costruzione di un impianto nuovo. «L' Ato regionale diventa operativa a settembre e dovrà analizzare i dati, pianificare gli interventi e la costruzioni di impianti, a partire dai termovalorizzatori » chiarisce Marnati. Quello di Torino, dunque, il cui ampliamento andrà discusso con gli enti locali, a partire dalla nuova amministrazione di Palazzo Civico. E quello del Basso Piemonte, dove « sono già stati fatti dei sondaggi e il 60 per cento della popolazione è favorevole. Se troviamo l' accordo con la Liguria - osserva Marnati - potremmo risolvere i nostri problemi di autonomia nella gestione dei rifiuti e anche quelli dei liguri, in un' ottica di collaborazione tra regioni confinanti » . Anche qui a livello tecnico il dossier è già aperto, ma sarà la politica a dare il via libera. Oggi dalla Riviera arrivano ad Alessandria, in un centro di sminuzzamento, circa 50mila tonnellate di immondizia che poi tornano oltreconfine per finire in discarica. Alla finestra c' è la multi- l' utility A2A che ha fatto richiesta per la costruzione di un nuovo impianto a Cavaglià, nel Biellese, dove già si gestiscono i rifiuti speciali e che potrebbe, allargato, dare un contributo anche sugli scarti dei rifiuti urbani. E pure la necessità di realizzare un centro per i rifiuti sanitari che oggi il Piemonte spedisce in Emilia Romagna, ma che in prospettiva dovrebbe essere trattati " in casa". Per la Regione le priorità sono all' autosufficienza e il ritorno energetico: per il riscaldamento, ma anche per l' idrogeno, su cui il Piemonte si candida a un ruolo di primo piano per la ricerca e per la sperimentazione a livello europeo. © RIPRODUZIONE RISERVATA k Al Gerbido Il termovalorizzatore di Torino.