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10/06/2021 - LA VERITÀ
Sì alle nozze fra A2A e i francesi

Ardian e la municipalizzata creeranno una newco sulle rinnovabili. L' operazione vale fino a 6 miliardi. E i sindaci pd di Brescia e Milano, a secco dopo il Covid, festeggiano
giorgio gandolaLa firma è arrivata, il matrimonio si fa. E un settore strategico italiano come quello delle energie rinnovabili non avrà più segreti; per i francesi. Molto bene. Entro fine anno le dighe, la tecnologia industriale, lo sviluppo sulla transizione green, i progetti legati all' idrogeno e forse parte dei clienti di A2A entreranno in una nuova compagnia controllata dalla multiutility lombarda ma con il 45% nel portafoglio di Parigi. Il partner è quello annunciato, il colosso Ardian, fondo di private equity transalpino che immetterà nella newco fino a 1,5 miliardi per la felicità di Giuseppe Sala ed Emilio Del Bono, sindaci di Milano e Brescia che detengono la maggioranza della società di servizi più importante d' Italia, con 12.000 dipendenti e 7 miliardi di fatturato. Stiamo parlando del secondo operatore nazionale dopo Enel. Dopo le indiscrezioni uscite sui giornali, la politica (i due primi cittadini sono del Pd) ha accelerato l' operazione, del tutto indifferente alla potenziale perdita di italianità. Tutto ciò per ottenere un doppio obiettivo: bypassare le critiche interne e arrivare a ottenere un surplus di liquidità per le casse dei Comuni proprietari, già asfittiche prima della pandemia e ora desolatamente vuote. Anche se analisti del calibro di Equita e di Banca Intesa giudicano positivamente la joint venture dal lato finanziario, dentro A2A c' è maretta; il presidente Marco Patuano ha annunciato un conflitto di interessi, essendo lui consulente di un advisor di Ardian.Il blitz guidato dall' ad Enrico Mazzoncini non è stato digerito soprattutto a Milano, dove l' atteggiamento del cda è difensivo per la perdita d' identità e alcuni consiglieri (come Federico Maurizio D' Andrea) sono critici. Se non suscita polemiche la mancanza di asta competitiva - nessun altro fondo ha potuto partecipare - perché il perimetro del partner è stato creato come un abito sartoriale su Ardian, la valorizzazione degli asset strategici dovrà essere sottoposta a screening approfonditi da consulenti indipendenti. Un dato non secondario rimane sospeso: secondo i comunicati sarà un' operazione da 4 miliardi, ma potrebbe arrivare a 6. Insomma, il business è gigantesco e le zone d' ombra non sono ancora state illuminate.C' è un' altra criticità. Sono in molti a ritenere non necessaria per A2A una simile partnership, visto che la parte industriale del progetto è tutta italiana. E allora torna a galla la motivazione del fare cassa per ottenere quei «tanti, maledetti e subito». Sarebbero decisivi a puntellare le finanze di Milano e Brescia; purtroppo ci sono Comuni che usano i dividenti delle partecipate per tappare i buchi delle spese correnti. Detto questo, l' intenzione di A2A è di mantenere comunque il controllo dell' operazione e di arrivare a quotare in Borsa la newco in una fase in cui la transizione energetica genera sostanziosi profitti. Per Mazzoncini sarebbe una rivincita dopo i malumori per l' operazione Octopus renewables, con l' acquisto di 17 impianti fotovoltaici strapagati (52 milioni in più) rispetto all' offerta del concorrente romano Acea.«Con il piano industriale 2020-2030 abbiamo più che raddoppiato la velocità di crescita del nostro gruppo, in linea con la straordinaria accelerazione impressa con la definizione del Pnrr varato dal governo Draghi», ha commentato Mazzoncini, «Siamo consapevoli che in questo contesto storico unico dobbiamo dare un contributo straordinario allo sviluppo del Paese proseguendo nell' impegno per la transizione energetica e la crescita sostenibile». Se dell' Italia o anche della Francia, si vedrà.