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16/04/2021 - ITALIA OGGI
Per gli enti lumaca sanzioni solo sulla carta

Sanzioni per gli enti lumaca con più apparenza che sostanza. Sulla carta il ritardato invio della certificazione del fondone espone gli enti a conseguenze pesantissime. In caso di ritardo contenuto entro 30 giorni (ovvero di invio entro il 30 giugno 2021) scatterebbe una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio, dei trasferimenti compensativi o del fondo di solidarietà comunale in misura pari all' 80% dell' importo delle risorse attribuite. Nel caso in cui la certificazione sia trasmessa nel periodo dal 1° luglio 2021 al 31 luglio 2021, invece, il taglio salirebbe al 90%, per assestarsi al 100% qualora gli enti non trasmettano la certificazione entro la data del 31 luglio 2021. Si tratterebbe di una mannaia che condannerebbe molti enti al dissesto. Ma nelle pieghe delle norme si nasconde un escamotage che potrebbe aiutare a farla franca. Da un lato, infatti, si precisa che le penalità saranno applicate in tre annualità a decorrere dall' anno 2022, dall' altro si evidenzia che a seguito dell' invio tardivo della certificazione, le riduzioni di risorse non saranno soggette a restituzione. Il combinato disposto di queste due previsioni potrebbe consentire, quindi, di regolarizzare la propria posizione prima che il Mef impugni davvero le forbici, lasciando la porta aperta ai condoni così frequenti ali tempi del patto di stabilità interno. Il meccanismo sanzionatorio, in effetti, è molto simile a quello, spesso disapplicato o attenuta, che presidiava il rispetto dell' ormai abolito vincolo di finanza pubblica. Meglio non rischiare, comunque, verificando fin da subito i dati della certificazione con i revisori dei conti, che dovranno sottoscriverla insieme al responsabile del servizio finanziario ed al rappresentante legale (sindaco o presidente). E la mancata sottoscrizione anche di uno solo dei tre bloccherebbe tutto. © Riproduzione riservata.

MATTEO BARBERO