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28/07/2021 - LA STAMPA (ED. ALESSANDRIA)
"Con l' inceneritore a Novi si fermerebbe la differenziata"

Legambiente contro la Regione che ipotizza la costruzione di un secondo impianto
GIAMPIERO CARBONE novi ligure «L' impegno richiesto ai cittadini e gli sforzi economici da parte di Gestione Ambiente verrebbero vanificati se venisse avviato un inceneritore a Novi Ligure», secondo Legambiente. Nei giorni scorsi l' assessore regionale Matteo Marnati (Lega) ha annunciato che la città del cioccolato è, insieme a Cavaglià, in provincia di Biella, uno dei siti indicati per la costruzione di un nuovo «termovalorizzatore» per potenziare quello esistente a Torino. Il tema a Novi è in discussione da due anni, cioè dall' insediamento della giunta guidata da Lega e alleati di centrodestra. Alla Regione spetta programmare la gestione dei rifiuti e le parole di Marnati sembrano andare di pari passi con i progetti della giunta Cabella ma Legambiente, e non solo, si oppone. Mario Bavastro, del circolo Val Lemme, dice: «Novi e Tortona stanno partendo con il porta a porta, Gavi ha iniziato dopo anni di resistenza da parte del Comune. Il servizio costa tanti soldi a Gestione Ambiente e tanto impegno ai cittadini. Novi adesso vuole cambiare strada radicalmente: l' inceneritore, infatti mangia rifiuti in continuazione e le plastiche in particolare. Così, invece di proseguire con il riciclo si andrebbe avanti a incenerire per produrre energia. Oltretutto, il rifiuto secco non basta e non crea abbastanza calore». «C' è poi un altro aspetto - sottolinea Bavastro -: chi oggi vuole l' inceneritore, il presidente del Csr Angelo Ravera in primis, non ha alcuna competenza in materia: si basa solo sulla scarsa sensibilità per l' ambiente del centrodestra e in particolare della Lega». Anche Legambiente regionale non vuole altri inceneritori in Piemonte. Il presidente, Giorgio Prino, ricorda tra l' altro che la provincia di Alessandria è ferma al 57% di differenziata, lontana dal 65% che si doveva raggiungere nel 2012 secondo la legge regionale: «Pianificare la costruzione di nuovi impianti sui dati di produzione odierni mette una fortissima ipoteca sullo sviluppo della gestione dei rifiuti in termini sostenibili. La città di Torino è un chiaro esempio di quanto la presenza di un impianto sia deleterio per lo sviluppo della raccolta differenziata». Nel capoluogo regionale, la differenziata è al 50%, proprio a causa della presenza dell' inceneritore del Gerbido, sottolinea Prino. A Novi Ligure però l' amministrazione comunale resta sulla posizione di due anni fa, rafforzata dalla presa di posizione di Marnati. «L' ipotesi per noi resta positiva - dice Giacomo Perocchio, segretario della Lega novese e consigliere comunale di maggioranza - poiché non va in contrasto con il porta a porta. A Copenaghen si fa una differenziata molto più spinta che da noi ma il termovalorizzatore funziona benissimo per utilizzare il rifiuto indifferenziato e chiudere così il ciclo dei rifiuti, il tutto senza inquinare. L' argomento sarà comunque portato in Consiglio a breve per discutere la mozione presentata da 5 Stelle e Pd». Il documento esprime contrarietà all' impianto considerandolo inutile proprio grazie al porta a porta, con i rifiuti indifferenziati scesi da 57 mila tonnellate nel 2018 a 37 mila tonnellate nel 2020 nel bacino novese, mentre i rifiuti conferiti in discarica sono passati da 140 mila a 86 mila nello stesso periodo. L' assessore Marnati, per giustificare il sì della Regione all' impianto di Novi, ha anche parlato di un sondaggio nel Basso Piemonte da cui emerge un 60% di favorevoli all' inceneritore. «Non ne sappiamo nulla - dice Perocchio -. Marnati ha parlato in generale di Basso Piemonte ma comunque a Novi, in base a quello che ci dicono i cittadini che incontriamo ogni giorno, la popolazione è favorevole. Le percentuali citate dall' assessore sono quindi molto verosimili». Secondo il sindacato delle imprese Confservizi, in Piemonte servono nuovi termovalorizzatori perché dal 2025 «non ci sarà più spazio nelle discariche» piemontesi. Ma la differenziata punta proprio a evitare l' ampliamento delle discariche. - © RIPRODUZIONE RISERVATA Novi e Tortona stanno partendo con il porta a porta, Gavi ha iniziato dopo anni di resistenza Ora però si cambia strada: all' inceneritore servono rifiuti in continuazione per poter funzionare mario bavastro circolo legambiente vallemme Il termovalorizzatore del Gerbido a Torino: la Regione ha aperto all' ipotesi di costruirne un altro, tra i siti possibili c' è Novi.

GIAMPIERO CARBONE