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16/01/2021 - IL GAZZETTINO VENEZIA
Ascopiave prepara il futuro: «Pronti a un’alleanza veneta»

ENERGIA
TREVISO Ascopiave vuole crescere,
radicarsi come protagonista nel
mercato del gas e allo stesso tempo ampliare i propri orizzonti. Il
presidente Nicola Cecconato parla di nuove alleanze e acquisizioni, della voglia di entrare pesantemente nel settore del servizi idrico integrato, di investire nelle fonti rinnovabili e strizza l’occhio a
Verona e Vicenza impegnate in
una fusione non escludendo collaborazioni future. «Attendiamo
che Vicenza e Verona terminino
il loro percorso di fusione - sottolinea - poi siamo disposti a valutare accordi e partnership, anche
nell’ottica di un’alleanza veneta.
Crediamo che Ascopiave sia un
soggetto aggregante e affidabile.
Una volta terminato la fusione
siamo pronti al dialogo». Insomma, l’idea di una soggetto regionale leader nel campo dell’energia inizia a prendere piede. Ma
Ascopiave intanto punta a costruire la propria crescita. Nei
prossimi 4 anni verranno investiti 497 milioni di euro: 118 per lo
sviluppo delle energie rinnovabili, il resto nello sviluppo delle reti
gas, che resta il campo d’azione
principale.
GLI OBIETTIVI
Presentando al cda e agli analisti il piano industriale che governerà le mosse della società fino al
2024, Cecconato tratteggia il percorso di un’azienda che intende
diventare grande e che promette
margini di guadagno importanti
per i propri azionisti: «Per quanto
riguarda i dividendi veniamo da
un buon quinquennio (dal 2015 al
2019 sono stati distribuiti 189 milioni di euro ndr). Per il 2020 prevediamo un dividendo di 16 centesimi per azione ed entro il 2024
contiamo di arrivare a 18 centesimi. Ovviamente sono stime prudenziali, riteniamo che nel corso
degli anni si possano verificare
condizioni migliorative». Cecconato guarda poi agli investimenti.
Su 118 milioni riservati alle energie rinnovabili, 73 verranno utilizzati per potenziare i settori tradizionali come fotovoltaico, eolico e idroelettrico; 10 nel bio-metano, 25 mlioni nel settore idrico e
altri 10 milioni nell’efficientamento energetico. «Nel campo dei biometano abbiamo in piedi delle
collaborazioni con società agricole che già ne producono», rivela il
presidente annunciando che in
questo campo qualche acquisizione può essere conclusa entro breve. Resta poi la questione delle gare per la gestione delle reti gas.
All’orizzonte non se ne vedono e
Cecconato ammette: «Il governo,
in questo momento, è concentrato su altro». Ma lo sviluppo di
Ascopiave prevede due piani: uno
con le reti e uno senza, ma con investimenti nelle altre fonti d’energia. E in entrambi i casi la prospettiva è di crescita.
LA SFIDA
«Il nostro campo resta il gas -
premette il presidente - e siamo
interessati a svilupparci anche acquistando imprese di distribuzione in territori a noi contigui, stiamo valutando un’acquisizione e
una partnership. Per esempio sarebbe sbagliato non partecipare
alle gare per gli ambiti Vicenza 3
e 4». Ma l’orizzonte è anche un altro: l’ingresso nella gestione del
sistema idrico integrato. «Il settore, attualmente, si presta a investimenti importanti, soprattutto
nella gestione delle reti. Attualmente la risorsa idrica portata al
consumatore finale è pari al
65-70%, c’è una forte dispersione
e questo apre numerosi margini
d’intervento. Il problema principale è la normativa, che limita
l’accesso dei privati. Non intendiamo sostituire i soggetti già presenti, ma possiamo sostenere il
business». In provincia di Treviso, per esempio, è già stata avviata una collaborazione con Ats per
migliorare gli impianti. E Asco è
pronta a fare lo stesso anche con
la sorella Piave Servizi.
L’ALLEANZA
Il rapporto con Hera resta un
punto di riferimento importante.
Ascopiave e il colosso bolognese
sono uniti in EstEnergy, società
nata per la vendita: «La collaborazione con Hera sta dando ottimi
risultati - rivela il presidente -
non escludiamo altre collaborazioni». Però la società di Pieve di
Soligo si tiene aperta anche una
via d’uscita, ovvero un’opzione di
vendita delle proprie quote. L’acquirente, in questo caso, sarà Hera. L’accordo prevede che Ascopiave si riporti a casa almeno l’investimento fatto, quindi 395 milioni di euro da reinvestire. Questa opzione può essere esercitata
entro il 2026, ma Cecconato non
pare intenzionato a farlo: «L’esperienza con Hera è eccellente», ribadisce.
I DATI
Le previsioni indicano che nel
2024 Ascopiave potrà contare su
numeri interessanti. Il principale
è il parametro Ebitda, ovvero il
profitto prima di pagare tasse, interessi e svalutazioni, nel 2024 è
previsto attorno agli 87 milioni di
euro, 25 milioni in più rispetto al
preconsuntivo 2020. Se poi dovessero esserci gare per l’assegnazione delle reti con esito favorevole
per Asco, l’Ebitda crescerebbe di
ulteriori 20 milioni. Il risultato
netto previsto tra quattro anni è
di 51 milioni, 11 in più rispetto
sempre al preconsuntivo. Degli
investimenti nel quadriennio
2021-2024 si è già detto: 497 milioni. L’indebitamento netto è dato
invece a 500 milioni di euro, mentre il rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto si
dovrebbe assestare attorno allo
0,57.
Paolo Calia

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