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16/04/2021 - ITALIA OGGI
Assunzioni, le nuove regole non si applicano alle unioni

Alle unioni di comuni non si applicano le nuove regole sulle facoltà assunzionali, previste dall' articolo 33, comma 2, del d.l. 34/2019, convertito in legge 58/2019. Lo chiarisce la Corte dei conti, con la deliberazione 4/2021, che corregge il tiro della sezione Lombardia, il cui parere 109/2020 era andato, erroneamente nel segno opposto. Come più volte evidenziato da Italia Oggi (si vedano i numero del 29 giugno 2019, 29 maggio 2020 e 9 aprile 2021), il regime delle assunzioni basato sul principio della sostenibilità della spesa del personale in rapporto alle entrate correnti non può estendersi alle forme associative dei comuni. Il bilancio delle unioni è di natura derivata. Per esse, quindi, mentre la spesa di personale è fissa, il regime delle entrate non è interamente nella loro disponibilità. Questi enti, quindi, sono del tutto privi della possibilità di agire sul denominatore del rapporto spesa di personale/entrate e, quindi, porre in essere quanto occorre per mantenersi entro i valori soglia previsti dalla norma e dal dm 17.3.2020. Il parere della sezione Autonomie evidenzia che «l' attività svolta dal personale dell' Unione non è correlata alle entrate, bensì alla spesa», elemento di insuperabile ostacolo all' applicazione del nuovo sistema delle facoltà assunzionali. E spiega che la sezione Lombardia è incorsa nell' errore di aver posto in essere «un' estensione applicativa dell' art. 33 del d.l. n. 34/2019 che si discosta dal tenore letterale delle pertinenti norme di riferimento». Infatti, né l' articolo 33, comma 2, del dl 34/2019, né il dm 17.3.2020 menzionano mai le unioni tra i soggetti destinatari della disciplina delle facoltà assunzionali. La sezione Autonomie osserva che l' interpretazione della Corte conti Lombardia non può ritenersi conforme neanche alla volontà del legislatore, desumibile anche dai lavori preparatori. Le relazioni (illustrativa e tecnica) allegate al disegno di legge (A.C. n. 1807) di conversione del d.l. 34/2012 esplicitano il campo di applicazione soggettivo della norma come segue: «la disposizione fissa, per le regioni a statuto ordinario, comma 1, e per i comuni, comma 2, la disciplina per le assunzioni di personale a tempo indeterminato». Successivamente, il dl 162/2019 ha allargato alle province e alle città metropolitane la nuova disciplina, ancora una volta senza menzionare le unioni di comuni.

LUIGI OLIVERI