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16/04/2021 - ITALIA OGGI
La verifica dei requisiti non cambia la graduatoria

Precisazione del Mims sull' inversione procedimentale
La graduatoria è immodificabile anche in caso di inversione procedimentale. È quanto ha precisato il Ministero infrastrutture e mobilità sostenibile (Mims) con il parere emesso dal servizio giuridico il 26 febbraio 2021, n. 863. Al ministero una stazione appaltante aveva sottoposto il caso in cui prima dell' aggiudicazione un concorrente aveva fatto accesso agli atti relativamente alla documentazione amministrativa di tutti i concorrenti e successivamente aveva contestato l' ammissione di un concorrente che, effettivamente, avrebbe dovuto essere escluso se si fosse verificata la documentazione presentata. Di qui, la richiesta su come avrebbe dovuto comportarsi la stazione appaltante. E, anche, su come avrebbe dovuto comportarsi se l' accesso agli atti fosse avvenuto dopo il provvedimento di aggiudicazione. Il ministero, dopo avere ricordato che le irregolarità afferenti alla documentazione amministrativa sono generalmente sanabili attraverso l' applicazione del soccorso istruttorio ex art. 83, comma 9 del Codice, rispetto al profilo dell' accesso agli atti ricorda che, ai fini dell' ostensione della documentazione richiesta, la stazione appaltante è tenuta innanzitutto a previamente verificare se sussistono i presupposti di cui agli artt. 22 e ss. della legge 241/1990. Oltre a ciò, ha ricordato il ministero, nella materia dei contratti pubblici, il diritto di accesso agli atti trova anche i limiti, oltre che il differimento, di cui all' art. 53 del dlgs 50/2016 (codice appalti). Dopo queste premesse nel parere si evidenzia come alla questione sottoposta sia applicabile il principio di cui all' art. 95, comma 15, dlgs 50/2016 ai sensi del quale, «ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte, non rileva ai fini del calcolo di medie nella procedura, né per l' individuazione della soglia di anomalia delle offerte». Si tratta, si legge nel parere, del principio cosiddetto di invarianza della soglia di anomalia, di cui al comma 15 dell' art. 95 del Codice, che opera nel senso di cristallizzazione delle offerte e di immodificabilità della graduatoria entro la fase di ammissione, al fine di garantire continuità alla gara e stabilità ai suoi esiti, sì da evitare effetti pregiudizievoli per le partecipanti e per il mercato. È un principio applicabile ad ogni potenziale ragione di esclusione di un concorrente e mira all' obiettivo di assicurare stabilità agli esiti finali dei procedimenti di gara. Citando la giurisprudenza amministrativa (da ultimo Tar Emilia Romagna, n. 827/2020) il ministero ha affermato che, come ha confermato la citata sentenza, «il principio in esame trova applicazione anche alle procedure di gara in cui è utilizzata la cosiddetta inversione procedimentale; ne consegue che secondo il combinato disposto di cui all' art. 95, comma 15, e 133, comma 8, dlgs 50, considerato che è terminata la fase di ammissione, troverà applicazione il principio dell' invarianza della soglia di anomalia». Con riferimento alla seconda domanda, il parere ha confermato che il principio avrebbe trovato applicazione anche nell' ipotesi prospettata, in quanto il citato art. 95, comma 15 si riferisce a «qualsiasi variazione, anche ove discendente da una pronuncia giurisdizionale» successiva alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte. © Riproduzione riservata.