AREA COMUNICAZIONE

Rassegna stampa

in collaborazione con P. Review

Consulta la rassegna
16/06/2021 - GAZZETTA DI MANTOVA
«Sciopero contro la vendita della rete gas»

Orezzi (Filctem Cgil) risponde a Palazzi con lo stop il 30 in Tea: «No allo spezzatino basato sulle percentuali degli utili»
È lo sciopero generale in Tea contro la vendita della rete gas la risposta di Filctem Cgil e Rsu del comparto gas-acqua all' intervista rilasciata alla Gazzetta dal sindaco Mattia Palazzi. Ad annunciarlo è il segretario generale del sindacato Michele Orezzi: «Il 30 giugno è già previsto lo sciopero del settore gas per chiedere lo stralcio dell' articolo 177 del codice appalti: a Mantova le Rsu del comparto gas/acqua hanno costruito una piattaforma ad hoc per la società mantovana che indice lo sciopero di una giornata intera di lavoro per ribadire il secco no alla vendita della distribuzione del gas di Tea».Orezzi, perché si è arrivati alla rottura?«C' è prima di tutto un cortocircuito di metodo. A metà aprile è stato presentato a tutte le parti sociali un piano industriale quadriennale: da nessuna parte veniva anche solo prospettata questa possibilità. È evidente come dopo trenta giorni le carte in tavola siano, di colpo, cambiate: dalla discussione in azienda e da quella pubblica di queste ore sono spariti i 25 milioni di euro di investimenti sul gas e la volontà di partecipare alla gara. Come abbiamo ricordato ai vertici aziendali due settimane fa, ci sono accordi che perimetrano le relazioni industriali e per questo ci aspettiamo dalla dirigenza un coinvolgimento in itinere in queste valutazioni e, nel caso, un nuovo piano industriale. Ma non a scodelle lavate: per bonificare il terreno serve qualche passo indietro, tempo e condivisione».Fino a due mesi fa le strategie di Tea andavano quindi in un' altra direzione: quale? Dopo le prime rassicurazioni della società alle Rsu a fine maggio, cosa è cambiato? «Fino a questo momento abbiamo condiviso e apprezzato la quasi totalità delle scelte dell' amministratore delegato Barozzi, del cda aziendale e dei soci su Tea; in un settore come quello delle multiutility in grande cambiamento, anche normativo, si è riusciti negli ultimi anni a trovare un suo posizionamento strategico aumentando il suo dimensionamento e anche il suo valore. L' azienda è stata veicolo di crescita per tutto il territorio mantovano e i suoi servizi: è evidente però ora che la fuga di notizia della politica di venti giorni fa sull' ipotetica vendita della distribuzione del gas abbia un suo fondamento e abbia destabilizzato l' ambiente. E se non ci fosse stata quando si sarebbe iniziato a parlarne? Quando si sarebbero coinvolti territorio e lavoratori?».Temete che sia la prima di una serie di cessioni ?«Quello che si evince dall' intervista del sindaco Palazzi di ieri è che Tea ha finito il suo piano espansivo a tutto tondo: l' idea ora è di concentrare sviluppo e investimenti solo su alcuni rami. È una considerazione che si può condividere visto l' evoluzione sia legislativa che di mercato delle multiutility: ma questo è davvero possibile solo dismettendo tutto quello che non è acqua e rifiuti? Se questa è la nuova visione, cioè lo spezzatino basato sulle percentuali degli utili, noi non siamo d' accordo. Ogni scelta strategica che riguardi Tea deve essere discussa oltre che tra azienda e lavoratori anche da un territorio intero, di cui ogni ramo di Tea rappresenta un investimento e un valore».Palazzi dice che la solidità finanziaria non è un optional...«Le amministrazioni non possono solo guardare al riequilibrio dei bilanci comunali altrimenti i cittadini sarebbero vittime di scelte industriali che saranno sempre più rivolte alla marginalità e non guidate da una missione pubblica a servizio della cittadinanza. Questo vale anche per la rete del gas che rappresenta, checché se ne dica, una delle quattro gambe principali della società. Tra l' uovo oggi e la gallina domani noi siamo per la gallina: oggi, domani e dopo. L' equilibrio finanziario di Tea di certo non è minato dalla scelta sul gas: se il problema è il piano industriale troppo ambizioso, dopo un confronto con territorio e lavoratori, lo si rimoduli».E per i lavoratori interessati: quale il rischio? Il sindaco assicura che non perderanno il lavoro...«Questa non è una scelta che riguarda solo il futuro industriale di Tea: al servizio è legato il futuro di decine di lavoratori che verrebbero "ceduti" insieme alla vendita dello stesso. Non perderanno il posto di lavoro subito, ma quali garanzie si potranno dare a questi lavoratori nel medio periodo? Qualora succedesse, Tea perderebbe professionalità importanti: e una volta usciti da questo business non si può più tornare indietro, la scelta sarebbe irreversibile e definitiva. È una questione che riguarda da vicino tutti i lavoratori di Tea: per questo il primo avvertimento che diamo ad azienda e proprietà è lo sciopero del 30 giugno». --

MONICA VIVIANI