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17/09/2021 - MF
La solita emergenza

La Sicula trasporti riduce i conferimenti, comuni in crisi di raccolta
Parla l' assessore Baglieri "situazione non delle migliori. Scontiamo una mancanza di programmazione". Servono gli impianti come i termovalorizzatori ma anche puntare sulla differenziata ferma ancora al 39% in Sicilia, fanalino nazionale
Siamo alle porte di una nuova emergenza rifiuti in Sicilia. La discarica di Sicula Trasporti nella Sicilia orientale ha ridotto la sua capacità di ricezione ed ecco che il sistema si rallenta e quasi si blocca e la prima conseguenza visibile sono i cumuli di spazzatura per strada. Di sicuro non belle cartoline per i turisti ancora presenti nell' Isola in questo scorcio di fine estate. Mercoledì scorso gli amministratori giudiziari della Sicula Trasporti, sono stati lapidari: "considerato il mancato aumento della disponibilità delle discariche presenti sul territorio siciliano alla ricezione dei rifiuti decadenti dalla lavorazione del rifiuto indifferenziato", hanno ridotto l' ingresso a 600 tonnellate. La Regione ha deciso di spalmare il peso dell' emergenza rifiuti in Sicilia su tre discariche già esistenti, quella di Motta Sant' Anastasia, Gela e Siculiana. La cronica mancanza di impianti di trattamento nell' Isola ha fatto il resto. "La situazione? E' sotto gli occhi di tutti e non è delle migliori", dice l' assessore ad energia e rifiuti della Regione siciliana Daniela Baglieri da marzo sulla poltrona dell' assessorato di viale Campania, "sarei poco onesta a non dire le cose come stanno. La nostra Isola sconta una mancanza di programmazione in merito alle discariche da troppi anni. Mi piacerebbe avere poteri sovrannaturali ma sono un essere umano anche io e il poco tempo a mia disposizione non aiuta". Una ordinanza presidenziale rivolta ai gestori degli impianti è servita a consentire l' ingresso in discarica dei rifiuti prodotti. Ma si tratta di una soluzione tampone. "Durerà qualche mese", dice Baglieri. E poi? "Il rischio è di portare i rifiuti fuori la Sicilia. E mi creda stiamo facendo di tutto per evitare questo e sino adesso ci siamo riusciti. A livello gestionale potrebbe essere la soluzione migliore...". Ma di certo è dispendiosa. "Sono arrivata a fine marzo", spiega l' esponente della giunta Musumeci, "considerando che trasportare una tonnellata di rifiuti fuori la Sicilia costa 400 euro e non serve un matematico per fare qualche semplice moltiplicazione". Quale soluzione per uscire da questo cul de sac? "Nel breve termine è aumentare la raccolta della differenziata. Se non ci si adopera seriamente per un incremento sensibile della raccolta differenziata, non ci saranno impianti e programmi che tengano. La soluzione non può essere certo fare diventare la Sicilia una enorme discarica a discapito dei siciliani e dell' ambiente". Quindi l' impiantistica, a partire dai termovalorizzatori. "L' ipotesi dei termovalorizzatori erano già stati previsti nel piano rifiuti apprezzato dalla giunta regionale nel 2018, piano che ha scontato un lungo e articolato iter approvativo", spiega l' assessore, "l' impianto consente il recupero di energia della parte residuale dei rifiuti, quella indifferenziabile che in assenza andrebbe dritta in discarica. E' chiaro che i termovalorizzatori non sono la soluzione ma è un tassello del ciclo dei rifiuti. Ben vengano uno-due termoutilizzatori, come avviene in altre parti d' Italia, per produrre energia, calore e denaro. Ma dobbiamo spingere e migliorare sempre di più il processo di raccolta dei rifiuti per incentivarne il riciclo. Un processo in cui tutti quanti abbiamo un ruolo". Ma la strada è ancora lunga. Secondo gli ultimi dati di Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, la percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata a livello nazionale, nel 2019, è stata pari al 61%, con differenze sostanziali: il Nord (67%) e la Sardegna (73%) hanno conseguito gli obiettivi previsti dalla normativa, mentre il Sud peninsulare si attesta al 52% e la Sicilia al 39%. Intanto alla porta dell' assessore bussano sindaci e i rappresentanti delle Srr che chiedono nuove vasche per gli impianti esistenti pubblici e privati. "Noi non autorizziamo le vasche", dice, "l' autorità ambientale non spetta al nostro assessorato. Inoltre la pianificazione oggi deve tenere conto degli obiettivi europei in materia di discariche". (riproduzione riservata)

ANTONIO GIORDANO