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16/04/2021 - ITALIA OGGI
Giovannini: il codice appalti non va sospeso

Niente sospensione del codice degli appalti ma interventi di semplificazione e re-ingegnerizzazione delle procedure di gara per renderle compatibili con i tempi del Recovery plan. Arriva dal ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, lo stop (a questo punto definitivo) all' ipotesi lanciata dal presidente dell' Antitrust, Roberto Rustichelli, di sospendere il codice degli appalti per velocizzare i cantieri in prospettiva del Pnrr. Un' ipotesi, in verità, già scartata dai costruttori dell' Ance secondo cui finirebbe per essere controproducente rispetto alla finalità di velocizzazione delle procedure, visto che è proprio l' incertezza normativa il primo fattore di rallentamento delle opere. Timori, questi, condivisi anche da Giovannini che, intervenendo all' evento «Italia2021» organizzato da Pwc, ha annunciato invece che la strada scelta dal governo Draghi per completare entro il 2026 tutte le opere finanziate dal Recovery Fund sarà un' altra: la semplificazione di fasi «che oggi avvengono in sequenza e invece devono avvenire in parallelo». Sul dossier è al lavoro una commissione istituita dal dicastero di porta Pia e da quello della Funzione pubblica, assieme ad Anac, Corte dei conti e Consiglio di stato. La commissione, ha annunciato Giovannini all' evento Pwc, «ha concluso i lavori» e gli interventi di semplificazione e re-ingegnerizzazione delle procedure sono pronti per essere recepiti nel decreto legge che il governo punta ad approvare entro la prima decade di maggio. «Se si tolgono tutte le regole nessuno sa più come comportarsi e si finisce per rallentare le opere invece che per accelerarle e noi invece dobbiamo andare veloci», ha osservato il ministro. Nel merito dei progetti che saranno finanziati dal Pnrr, Giovannini ha precisato che saranno privilegiati, come chiesto dall' Ue, interventi infrastrutturali che incorporino la componente ambientale. «Per questo non è prevista la costruzione di strade se non per il caso particolare delle aree interne che devono essere collegate all' alta velocità». In totale, per gli interventi di competenza del Mims legati al Recovery plan il governo impegnerà 50 miliardi di euro. © Riproduzione riservata.

FRANCESCO CERISANO