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22/09/2021 - ITALIA OGGI
Delibere online solo dal 2022

Le risoluzioni del dipartimento delle Finanze chiariscono due temi molto delicati per gli enti
Imu, senza le aliquote 2021 confermate quelle del 2020
L' obbligo di utilizzare il formato elettronico per l' invio delle delibere al Mef scatta dal 2022. La mancata approvazione delle aliquote Imu per l' anno 2021 determina la conferma automatica delle aliquote approvate per l' anno 2020, ivi inclusa la maggiorazione dello 0,08%. E' quanto si deduce dalla lettura di due risoluzioni la n. 7 e la n. 8 del 21 settembre 2021 con la quale il Dipartimento delle finanze è intervenuto ad offrire chiarimenti su due tematiche che in questo periodo stanno molto a cuore agli enti locali. La risoluzione n. 7 precisa la corretta applicazione delle disposizioni del dm 20 luglio 2021 con il quale sono state approvate le specifiche tecniche del formato elettronico per l' invio telematico delle delibere regolamentari e tariffarie relative alle entrate dei comuni, delle province e delle città metropolitane, finalizzato assicurare il prelievo automatizzato delle informazioni utili per l' esecuzione degli adempimenti relativi al pagamento dei tributi da parte dei contribuenti e degli intermediari. Le numerose richieste scaturivano dal fatto che il decreto è stato pubblicato sulla G.U. del 16 agosto e che al momento della sua entrata in vigore molti enti avevano già trasmesso gli atti relativi all' anno d' imposta 2021, per cui si chiedevano se erano tenuti o meno a ritrasmetterli con il nuovo formato. Ragioni di economia procedurale e snellezza amministrativa hanno indotto i tecnici del Mef a precisare che l' obbligo di trasmettere le delibere e i regolamenti nel formato elettronico definito del decreto si deve ritenere vigente a decorrere dall' anno d' imposta 2022 e cioè con riferimento agli atti adottati dagli enti locali per le annualità dal 2022 in poi. La questione non è certo di poco conto se solo si considera che la pubblicazione a cura del Mef, sul sito internet www.finanze.gov.it. degli atti inseriti dagli enti nel Portale del federalismo fiscale costituisce condizione di efficacia delle delibere e dei regolamenti relativi alla generalità dei tributi comunali. Con la risoluzione n.8/D il Mef ha chiarito che l' aliquota maggiorata dell' Imu dello 0,08%, deliberata nel 2020, espressamente confermata con deliberazione consiliare ininterrottamente per gli anni dal 2015 al 2019, deve considerarsi valida anche per l' anno 2021 sebbene il comune non abbia adottato per tale anno alcuna deliberazione sulle aliquote. La soluzione di deduce dal dato normativo che, seppure di non facile lettura, offre al Mef molti spunti per argomentare che nel caso in esame la mancata adozione della delibera sulle aliquote Imu per l' anno 2021 determina l' effetto della conferma automatica di tutte le aliquote approvate per il 2020, compresa anche quella maggiorata dell' 1,14%, risultante dall' applicazione dalla maggiorazione dello 0,08%. In sostanza con la nuova Imu il legislatore ha chiesto ai comuni di manifestare espressamente solo per l' anno 2020 la volontà di confermare la maggiorazione e una volta superato detto anno di transizione tra i due regimi ordinamentali, trova applicazione il principio generale della conferma tacita di tutte le aliquote Imu già approvate contenuto nell' art. 1, comma 169, della legge n. 296 del 2006, che trova conferma nell' art. 1, comma 767, della legge n. 160 del 2019.

ILARIA ACCARDI