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03/03/2021 - CORRIERE DI ROMAGNA
Sconti Tari alle attività colpite da Covid Tosi: «La Regione intervenga su Hera»

TASSA RIFIUTI, INCONTRO CON LE CATEGORIE
Appello della sindaca a Bonaccini sulle richieste delle associazioni Santi: le riduzioni ricadono sui cittadini
RICCIONE Azzerare la tassa sui rifiuti per le attività chiuse per Covid: la sindaca Renata Tosi si appella alla Regione. «Deve intervenire su Hera per eliminarla a chi non ha aperto e in percentuale ridurla a quelle più penalizzate - dice -, Hera rinunci a guadagni con tanti zeri e rimetta in circolo un po' di ricchezza nel territorio». E se la società privata partecipata da Comuni e Regione, «non sente, allora deve intervenire il governatore Stefano Bonaccini perché basterebbe questo ad alleviare l' economia della Romagna». Un appello che segue l' accorata richiesta da parte delle categorie economiche espressa ieri mattina all' assessore al Bilancio, Luigi Santi e al presidente del consiglio comunale, Gabriele Galassi in un incontro web sul tema dei tributi (Federalberghi, cooperativa Bagnini, Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confindustria Romagna). Appello di Confcommercio Da parte delle categorie unanime la richiesta di uno sconto sulla Tari e di un incontro con Hera. Santi ha spiegato che, «al Comune, calcolate le aliquote provinciali e altre imposte, all' ente resta poco o niente per intervenire anche perché si deve calcolare anche il fondo Tari per le famiglie più fragili che il Comune ha rinnovato anche quest' anno per un valore di 250 mila euro». Alfredo Rastelli di Confcommercio Riccione puntualizza su quanto deciso a Rimini e che si vorrebbe anche a Riccione, e cioè di «azzerare la Tari alle attività mai aperte a causa della pandemia, abbattere la tariffa del 40% agli alberghi, del40% ai pubblici esercizi, del 3% al commercio e del 10% ai balneari». Costi spalmati su chi paga Le scelte vanno rispettate, risponde Santi, «ma credo che non si possano chiedere sacrifici ad una parte della comunità per favorire un' altra con i soldi delle tasse di tutti». Tradotto se il Comune decide di esentare una categoria dalla Tari, il costo totale del servizio viene comunque spalmato su quanti invece pagano. «Hera agisce in regime di monopolio e non ha avuto contraccolpi dovuti al Covid, allo stesso tempo non abbassa le tariffe, ma chiede ai Comuni di stornare il 98% della Tari, creando altro debito per le casse dei Comuni - conclude Santi -, che ricadrà sempre sulle tasche di quei redditi più facilmente accertabili».

EMER SANI