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16/01/2021 - IL RESTO DEL CARLINO (ED. FERRARA)
«Clara, la gestione resta piena di inefficienze»

I sindaci dell' Alto Ferrarese replicano ai sindacati: «Nessuna irresponsabilità da parte dei Comuni, è l' azienda che deve cambiare passo»
«Sorprende l' accusa di irresponsabilità e la levata di scudi in favore di un' azienda che, nata dalla fusione di Area e Cmv, invece di realizzare i promessi contenimenti di costi ed efficientamento della struttura e dei servizi, è andata in direzione opposta». I sindaci di Cento, Bondeno, Poggio Renatico e Terre del Reno rigettano le accuse lanciate nei giorni scorsi dai segretari di Cgil, Cisl e Uil sulla situazione di Clara. La multiutility, affermano Fabrizio Toselli, Simone Saletti, Daniele Garuti e Roberto Lodi, era nata nel 2016 con obiettivi espliciti: «Un efficientamento che avrebbe portato a costi di gestione complessivi al di sotto dei 40 milioni di euro e Piani Economico Finanziari simili a quelli delle migliori gestioni in ambito regionale (150 /pro capite), oltre all' acquisizione e valorizzazione degli immobili di Cento (sede Cmv), Comacchio (ex Saline) e Copparo (ex sede Carabinieri). Nulla di tutto questo: i costi dell' Azienda sono esplosi a 50 milioni di euro; ai Comuni dell' alto ferrarese, dopo una repentina attribuzione di ulteriori 3 milioni di euro di costi di gestione, mai giustificati in dettaglio e diluiti in postergazioni, viene ora prospettato un aumento dei piani finanziari, in proiezione triennale, anche del 24%, a fronte del dimezzamento di alcune raccolte. Per i comuni di Cento e Bondeno si profilano addirittura dei tariffe tra le più alte e peggiori della Regione (quasi il doppio di quanto promesso)». Problemi anche sul fronte del personale: «Il sistema 'porta a porta' - si legge nella nota - si è rivelato una fucina di certificazioni di inidoneità. Nel tentativo di ridare slancio e attuazione a un modello gestionale più consono e rispondente ai requisiti per l' affidamento della gestione "in house" è stato rinnovato il CdA e sostituito il Direttore, ma le resistenze interne al cambiamento, complice una passata, compiacente compagine di maggioranza, stanno rendendo vano ogni sforzo». Su un aspetto, Toselli, Saletti, Garuti e Lodi concordano con i sindacati: «Condividiamo la lamentela sull' incertezza sul piano industriale. Fin dall' inizio abbiamo subito un balletto di proposte di rimodulazione dei servizi che sono arrivate persino a prevedere bidoni grandi per tutti, quando molti Comuni del bacino di ex Area hanno ancora i sacchi predeterminati per la differenziata, mentre quelli di ex Cmv hanno già le pattumelle con il sistema di identificazione elettronico. La stessa Atersir ha dovuto richiamare l' Azienda a correggere la gestione in modo più rispondente ai piani finanziari». Un' ultima critica: «Non riteniamo giusto che ognuna delle nostre migliaia di famiglie debba sborsare in media ogni anno 100 in più, per sostenere un struttura a controllo pubblico non gestita bene».